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17 marzo 2010 3 17 /03 /marzo /2010 09:22
La costruzione dell'impianto delle fogne di Gandria sta volgendo al termine per la soddisfazione di tutti. Si tratta di un'importante opera di utilità pubblica di cui dobbiamo congratularci con il comune di Lugano e di cui avremmo voluto solo parlar bene. Purtroppo tutta l'operazione è stata guastata da un vizio di fondo che ha procurato molti attriti tra la popolazione (in particolare proprietari di fondi e immobili) e i tecnici comunali, che questo sito ha più volte documentato. L'opera richiede l'investimento di circa cinque milioni e nessuno "in alto loco" ha pensato alla necessità di spendere alcune migliaia di franchi per dare incarico a un architetto qualificato di supervisionare il suo inserimento nel delicato tessuto della riva e dell'insediamento. Crediamo che i tecnici comunali e i progettisti abbiano fatto del loro meglio affinchè l'impianto possa funzionare correttamente, ma non si sono occupati (non era loro compito e competenza) di questa problematica. Sappiamo tutti che ogni intervento a Gandria è estremamente delicato e VivaGandria aveva sollevato il problema in un incontro d'inizio febbraio con la signora Masoni, municipale responsabile per i beni culturali, la quale ci aveva assicurato che d'ora in poi ogni intervento a Gandria sarebbe stato accompagnato dalla consulenza di un architetto.
Purtroppo alle parole non seguono i fatti.
Il 5 marzo scorso accanto al ristorante Roccabella sorge un nuovo mostro, "il quadro elettrico d'alimentazione della stazione di pompaggio numero XIII in vicinanza del pontile principale di Gandria". Il gerente del locale, Peter Artho (membro della Commissione di quartiere), insorge immediatamente e dopo vari interventi (anche presso la signora Masoni) ottiene un sopralluogo con i responsabili della conduzione dei lavori per valutare una soluzione più confacente. L'8 e il 9 marzo gli operai dell'AIL sono celermente al lavoro per completare la centralina, come se si volesse creare un fatto compiuto e irreversibile. Il 10 marzo alle otto del mattino davanti alla centralina c'è un assembramento per il sopralluogo; tecnici comunali, progettisti, membri della commissine di quartiere e di VivaGandria e il proprietario del fondo, Arsenio Bordoni. Dopo discussione, per finire Ennio Caroli, membro di VivaGandria, trova l'uovo di Colombo proponendo di spostare il mostro di alcuni metri, in posizione meno vistosa; tutti si accordano per quella soluzione, certo non ideale ma sicuramente più consona.
Tutto bene quel che finisce (quasi) bene? No, resta il problema di fondo. Da mesi VivaGandria chiede al comune di Lugano un inventario dell'insediamento che permetta di valutare con cognizione di causa gli interventi sia pubblici che privati a Gandria. Per il momento il municipio fa orecchio da mercante, ma non ci stancheremo di tornare costantemente alla carica.

centralina
Peccato! Se i gandriesi non fossero intervenuti, i turisti appena scesi dal battello avrebbero potuto mandare agli amici questa bella cartolina.

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