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A tutti i fuochi di Gandria

Cari compaesani,

nel 1997 è stata approvata dal Gran Consiglio la legge sulla protezione dei beni culturali. Questa legge permette di proteggere non solo edifici e monumenti, ma anche gli spazi tra di loro e attorno a loro. Per questo diventa possibile proteggere un intero villaggio. La protezione è già stata applicata all’insediamento di Fusio, mentre altri casi sono allo studio.

A Gandria per ora sono protette solo la chiesa, l’oratorio e due edifici. Troppo poco.

Altra cosa è l’inventario nazionale ISOS, che dà al nostro villaggio il voto massimo di “importanza nazionale”, ma ha purtroppo solo valore consultivo, lasciando alle autorità locali tutto il potere di applicare o no il consiglio.

La legge cantonale del 1997 rappresenta un’opportunità senza precedenti; è l’unica possibilità di affrontare lo sviluppo del nostro bene comune, con una visione d’insieme e con l’apporto continuo di una riflessione specialistica in ambito storico, architettonico e paesaggistico. La protezione si applica infatti come una consulenza di organismi qualificati, che valutano i progetti e li accompagnano, se necessario, verso sbocchi rispettosi dell’esistente e compatibili con l’alta qualità del contesto.

Vorremmo che GANDRIA VIVA e riviva rispettando e valorizzando sempre più il grande patrimonio storico e culturale che rappresenta con i suoi edifici e i suoi vicoli, i suoi terrazzi, le sue rive e le sue acque.

Perciò vi sottoponiamo una petizione che chiede al governo ticinese la protezione del nostro villaggio.

La petizione è nell’interesse di tutti, anche di coloro che intendono costruire. Tutti avrebbero l’opportunità di un accompagnamento che valorizzi, nello stesso tempo, il loro bene, la loro opera e il contesto collettivo.

Cordiali saluti.


Mario Andreetti, Giorgio Bellini, Garry Belotte, Maria Belotte-Demarchi, Richard Bird, Carla Burani Ruef, Ennio Caroli, Gian Luigi Costa, Claudia Iseli, Claudio Mudry, Roberta Pedrinis, Gino Porro, Manuela Porro, Francesca Solari, Walter Tremolada, Carlotta Vanini e Nina Volles


PS: la petizione può essere firmata da ogni residente di Gandria indipendentemente dalla nazionalità.

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