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Gandria è un nucleo lacustre del ‘600, straordinariamente preservato nel suo reticolo originario di vicoli, portici e case raccolti attorno alla chiesa di San Vigilio. Giustamente - a riconoscimento dell'operare delle generazioni precedenti - il suo territorio, il nucleo e le cantine sono stati inseriti nell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali IFP e nell'Inventario federale degli insediamenti da proteggere ISOS come oggetti d'importanza nazionale.


L'ISOS trova fondamento nella Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LNP) del 1° luglio 1966 che obbliga la Confederazione a tenere in considerazione le indicazioni dell'inventario: per contro non ha alcuna diretta influenza sui privati, sui Cantoni, sui Comuni. Nella pratica della protezione dei monumenti serve agli uffici cantonali preposti come strumento di pianificazione e di decisione.
L'iscrizione di un oggetto nell'IFP significa che tale oggetto merita in modo particolare di essere conservato intatto o
perlomeno di essere il più possibile protetto. Per gli Uffici federali l'IFP costituisce una direttiva vincolante nel quadro dell'adempimento dei compiti federali ma non esplica per contro effetti giuridici più estesi per privati, comuni e Cantoni.


L'applicazione delle indicazioni di tutela e protezione contenute in questi inventari dovrebbe avvenire attraverso il Piano Regolatore, che a Gandria è stato approvato nel 1993 e riconfermato dopo la fusione con il Comune di Lugano.

La realtà è differente. Certamente il Piano Regolatore vuole favorire uno sviluppo e un uso razionale e armonioso del territorio. Il suo scopo è però semplicemente utilitario; questo strumento non può, per sua stessa natura, proteggere compiutamente il paesaggio e il patrimonio costruito.

Ora la richiesta per una licenza di costruzione di un complesso di palazzine a ridosso del nucleo viene a porre in modo nuovo il problema della protezione di Gandria.

Per questo chiediamo che l'insediamento sia protetto e tutelato attraverso una legge specifica, la Legge cantonale sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997 (LBC 1997).

Applicando questa legge non si vuole museificare il villaggio, impedire nuove costruzioni o trasformazioni, inibire l'evoluzione del paese: si vuole invece porre l'accento sulla protezione dei valori esistenti, sulla necessità di proteggere l'intero insediamento e le sue immediate adiacenze, e nel contempo valorizzare il suo patrimonio edificato con interventi mirati e di qualità, sostenuti anche dal punto di vista finanziario.

Solamente in questa maniera Gandria e il suo paesaggio potranno continuare a essere valorizzati.


Noi residenti chiediamo perciò che l'insediamento di Gandria sia salvaguardato dalla
Legge cantonale sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997.

 

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