per la cura del bene comune
Di VivaGandria
Alcuni mesi fa abbiamo chiesto ai consiglieri comunali di Lugano di “decidere di non decidere” sulla mozione Arigoni “Giù le mani da Gandria!” perché non esistevano i presupposti per la decisione. Abbiamo poi proposto un concorso di idee per ottenere gli elementi necessari a valutare il possibile futuro di Gandria: il Municipio lo ha rifiutato. Ora, senza studio preventivo e cognizione di causa, il Consiglio comunale ha rigettato la mozione, ponendo una pesante ipoteca sul futuro di Gandria (vedi qui: Corriere del Ticino, La Regione, Giornale del Popolo). Questa decisione è deplorevole perché, pur lasciando sostanzialmene le cose come prima, dà un segnale positivo a chi intende fare speculazioni immobiliari a scapito del territorio.
Certo sulla mozione Arigoni è lecito avere opinioni diverse; è risaputo che la disposizione tassativa di una zona verde dava fastidio anche a qualche benintenzionato. Non si deve però dimenticare che quella richiesta corrisponde al parere di due Commissioni del paesaggio (federale e cantonale): la loro presa di posizione aveva dato motivo al Cantone di negare la licenza preliminare di costruzione alla palazzine Pacchin/Giudici. Ciò lascia prevedere difficoltà, polemiche e ricorsi qualora il Municipio dovesse concedere la licenza al nuovo progetto che i promotori, si suppone, potrebbero presentare a breve.
L’argomento principale con cui si è motivato il rigetto - quello dell’onere dell’esproprio materiale - ci sembra specioso e populistico; non dovrebbe presumibilmente superare (potendo chiamare alla cassa anche il Cantone e la Confederazione) quei tre milioni che due anni fa il Municipio era disposto a spendere per “rifare il trucco” al Padiglione Conza (poi negati da una votazione popolare).
La cosa che maggiormente stupisce e rattrista, ma segnala l’importanza della posta in gioco, è l’imposizione della “disciplina di partito” su una questione riguardante il bene comune, al quale ogni cittadino dovrebbe rispondere secondo la propria coscienza e sensibilità. Solo due consiglieri - Giovanna Viscardi (PLR) e Rolf Endriss (PPD) - hanno avuto il coraggio di trasgredire le direttive; la dignità di quel consesso avrebbe meritato almeno qualche astensione.
Da due anni operiamo cercando di smontare steccati e smorzare contrapposizioni, per favorire dibattiti e soluzioni ragionati e ragionevoli per Gandria. Nell’indifferenza che il comune ostenta verso il nostro impegno e verso i gandriesi in generale scorgiamo la visione di chi crede che i cittadini siano al servizio delle istituzioni e non viceversa. La strada della democrazia e della partecipazione è ancora in salita, ma siamo ostinati e disposti a percorrerla.
Eclipse Next 2019 - Ospitato da Overblog