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29 marzo 2009 7 29 /03 /marzo /2009 08:38
Ormai sta diventando una telenovela! Nell'ottobre scorso Norman Luraschi aveva presentato un'interpellanza e in dicembre noi di VivaGandria avevamo scritto al Municipio di Lugano per porre il problema (non considerato) del corretto inserimento nella riva dei manufatti necessari per le fognature (vedi i nostri precedenti articoli). 
In gennaio il Municipio ci ha comunicato che si impegnava a "garantire la realizzazione di questo importante intervento di risanamento nel maggior rispetto possibile del valore paesaggistico e architettonico del comparto si Gandria" (vedi qui la lettera completa).

Belle parole alle quali non sempre corrispondono i fatti, anche perché le autorità comunali hanno per ora preferito "glissare" sulla nostra proposta di un incontro per avviare un dialogo su queste e su altre cose. Sono assolutamente convinto che solo il coinvolgimento della popolazione nelle decisioni cittadine, particolarmente per ciò che riguarda gli interventi nel territorio, possano portare a mediazioni che richiedono certo tempo ma sono necessarie per valorizzare il bene comune.
Quando non si affrontano attraverso il dialogo, i problemi si presentano poi sempre puntualmente, diventano fastidiosi e finiscono per far perdere ancor più tempo.

Oggi ne abbiamo l'ennesimo esempio: per far posto a un pozzo di pompaggio delle fognature si vuole far sparire la spiaggetta accanto al primo pontile comunale. Dico "si vuole" perché sembra che non "si deve". Infatti ho sollevato il problema presso il responsabile dell'Ufficio tecnico che presiede ai lavori; questo mi ha detto che dal punto di vista tecnico si può fare altrimenti e dichiarato la sua disponibilità a discutere la questione durante un incontro sul luogo mercoledì 1° aprile. Intanto i lavori sono già in corso e gli operai che sono all'opera mi hanno detto che domani, lunedì, cominceranno a costruire la camera di pompaggio che farà sparire, senza necessità, la spiaggetta, per cui l'incontro di mercoledì potrebbe diventare una farsa.

Sembra un luogo comune ma forse è vero che i tecnici e gli ingegneri soffrono di una deformazione professionale che inconsciamente li induce a cancellare ovunque e senza necessità le "molli" forme naturali per sostituirle con le "dure" forme geometriche da loro progettate: sintomatica l'asserzione del responsabile, secondo cui il grande manufatto servirebbe solo "a fare un po' di ordine". Cosa si può fare in questi casi? Si deve perlomeno provare a reagire.

Invito perciò le e i gandriesi cui queste cose stanno a cuore a telefonare immediatamente, già lunedì mattina, al signor Cogliati dell'Ufficio tecnico comunale (tel 0588667711) per invitarlo a riconsiderare la questione prima che le cose diventino irreversibili.
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8 marzo 2009 7 08 /03 /marzo /2009 13:52

Ce ne siamo stati zitti per un paio di mesi, ma con il ritorno della primavera si ritorna a nuova vita: vi proponiamo perciò alcune letture che, anche se un po’ noiose, possono essere utili.

Il 26 gennaio scorso il Gran Consiglio ticinese ha votato una modifica della Legge sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997 (LBC 1997); se n’è parlato poco ma ci riguarda abbastanza da vicino. Infatti gli articoli 53 cpv. 2 lett. b e 54 della LBC 1997 hanno imposto al Cantone e ai Comuni di aggiornare nell’ambito dei piani regolatori o di quello direttore cantonale la protezione dei beni culturali immobili e dei perimetri di protezione entro il 31 ottobre 2007. Si sa che l’amministrazione macina lentamente e le procedure pianificatorie richiedono tempo: il lavoro è stato qua e là cominciato ma non è stato ancora portato a termine. In particolare il Cantone si è dotato di un "inventario dei beni culturali" che viene allestito e aggiornato da una sezione specifica dell’Ufficio dei beni culturali. Realizzato su base informatica è un importante strumento di conoscenza, ma ha un difetto fondamentale: registra i beni tutelabili ma non può statuire sulla loro protezione che, per legge, spetta ai Comuni o al Consiglio di Stato. Perciò il governo, dato che non è “possibile adempiere, dal punto di vista procedurale e formale, a quanto stabiliscono gli artt. 53 cpv. 2 lett. b e 54 cpv. 2 LBC 1997, e cioè che si possa giungere a inserire nei piani regolatori o in altri documenti pianificatori i beni culturali d'interesse cantonale e locale entro il termine a suo tempo iscritto nelle citate norme”, per evitare un vuoto giuridico ha proposto la modifica dei due articoli per salvare almeno le disposizioni previste dalla Legge sui monumenti storici del 1946! Sembra di sognare, invece è un incubo; chi volesse saperne di più veda qui il messaggio governativo e qui il rapporto della commissione del Gran Consiglio).

Commenti a parte sembra comunque che anche al governo sia ormai perfettamente chiaro che la protezione dei beni culturali risponda all’interesse del Cantone. Ma in questi tempi di crisi tutto dev’essere a costo zero: chissà perché se si devono salvare banche e fabbriche non si possa salvare anche il patrimonio storico-culturale, magari aumentando gli effettivi dell’Ufficio beni culturali. Oppure, considerando una situazione difficile da tenere sotto controllo, decretare almeno una moratoria durante la quale il Cantone possa applicare i risultati dell’ISOS. Il governo, come appare nella risposta del 18 febbraio 2009 alla mozione presentata da Raoul Ghisletta a nome del Partito socialista il 20 ottobre 2008 (vedi qui), sembra non volersi scostare dai binari scelti e ciò non ci convince del tutto. Del resto una recente interrogazione dei deputati verdi Savoia e Gysin su Villa Branca rilancia ancora il tema dell’inventario dei beni culturali, segno che il disagio non è solo nostro.

Insomma la situazione è complessa e per vederci un po’ più chiaro VivaGandria intende organizzare quanto prima una serata pubblica per discutere la questione con responsabili dell’Ufficio beni culturali e membri della Commissione cantonale dei beni culturali.   
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8 marzo 2009 7 08 /03 /marzo /2009 09:44
Dall'11 dicembre 2008 il nostro gruppo si è costituito ufficialmente come Associazione VivaGandria. Il superamento di questo inghippo burocratico ci ha permesso di aprire un conto corrente postale, utile perché prima vengono le idee ma servono sempre anche un po' di soldi per difenderle e portarle avanti.
Ora potete aiutarci in vari modi:
- facendo conoscere questo sito ai vostri amici affinchè un numero crescente di persone possa sapere quello che vogliamo
- scrivendoci per fornire informazioni o proporre idee e attività
- aderendo all'Associazione (qui gli statuti)
- versando un piccolo o grande contributo finanziario sul CCP Associazione VivaGandria 65-92484-9
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11 dicembre 2008 4 11 /12 /dicembre /2008 17:43
                 
San Nicolao (qui sorpreso in viaggio) arriverà alla palestra di Gandria domenica 14 dicembre alle 11.00 per distribuire un regalino ai bambini fino a 10 anni.
Sarebbe felice di ricevere in cambio poesie o canzoncine.
A tutti i presenti, certo numerosi, verrà poi servito un rinf
resco.
 
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2 dicembre 2008 2 02 /12 /dicembre /2008 18:50
Si sa che a Gandria c'è soddisfazione per l'allacciamento delle fognature al depuratore di Lugano, ma anche preoccupazione per il modo in cui vengono condotti i lavori. Il Municipio è già stato sollecitato su questo problema ma per intanto tace. Abbiamo pensato di sollecitarlo anche noi e ieri gli abbiamo inviato questa lettera:

Onorevoli municipali,
il Comune ha deciso e predisposto l’allacciamento delle fognature di Gandria al depuratore e questa è veramente un’ottima cosa. C’è da credere che dal punto di vista tecnico l’impianto sia stato concepito in modo corretto e funzionerà a soddisfazione di tutti.
A costruzione iniziata è però sorta l’imprevista questione del suo inserimento estetico-paesaggistico nella riva a lago. In Consiglio comunale è già stata presentata da Norman Luraschi un’interpellanza in merito e, a quanto sappiamo, in paese si è anche manifestata l’opposizione (poi risolta con esito soddisfacente) di un proprietario che si riteneva danneggiato.
Considerando le poche camere di captazione finora costruite riteniamo sia ancora fattibile trovare una giusta soluzione, anche per evitare possibili puntuali contestazioni e difficoltà nei prossimi mesi. In un progetto del costo di alcuni milioni sarebbe certo sensato spendere poche migliaia di franchi dando mandato a un architetto per una soluzione confacente dal punto di vista estetico, adeguata ad ogni particolare situazione d’inserimento alla riva. Siamo inoltre sicuri che se il Comune volesse organizzare una serata informativa per illustrare questi problemi agli abitanti del quartiere farebbe cosa utile.
Sapete che per quanto riguarda il paesaggio quella di Gandria è una situazione estremamente sensibile. Non a caso la petizione da noi promossa per la protezione integrale dell’insediamento ha raccolto il sostegno della stragrande maggioranza dei cittadini residenti.
Speriamo che per il bene di Gandria vogliate accogliere questa nostra richiesta di poca spesa. Auspichiamo la miglior concertazione possibile tra autorità e cittadini e vi rinnoviamo perciò l’invito già fatto in ottobre per un incontro che possa segnare l’inizio di un necessario dialogo.
 

 
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28 novembre 2008 5 28 /11 /novembre /2008 12:31

Rispondendo all'interrogazione presentata in Gran Consiglio dal deputato Bill Arigoni (vedi interpellanze e mozioni) il Consiglio di Stato è stato quanto mai esplicito. Non censura (giustamente) dal punto di vista giuridico l'operato di Giorgio Giudici - che è sindaco di Lugano e nel contempo firma un progetto alquanto contestato a Gandria - ma nella sostanza, come si dice, "ci va giù pesante" (vedi qui per la risposta completa del Consiglio di Stato o qui per l'interpretazione giornalistica). Dichiara di condividere "gli elementi contenuti nell’interrogazione a tutela dei paesaggi meritevoli di protezione" e preannunncia "un dettagliato avviso cantonale" che sarà quanto prima inviato al Municipio di Lugano. Ricordiamo che per stilare questo avviso il Consiglio di Stato ha chiesto il parere di ben tre commissioni, le due cantonali del paesaggio e dei beni culturali, oltre a quella federale per la protezione della natura e del paesaggio. Il Cantone ritiene inoltre che per assicurare la tutela del paesaggio è necessario che i Comuni si preoccupino di aggiornare regolarmente i loro piani regolatori e in particolare "in un contesto ampio come quello dell’agglomerato di Lugano è in questo senso giudizioso interrogarsi sulle vocazioni da assegnare ai singoli quartieri in funzione delle ipotesi di sviluppo della nuova Città".

Date queste premesse sarà molto difficile che il progetto di quattro palazzine a ridosso del nucleo di Gandria possa ottenere l'avallo cantonale. Si sente dire in giro che la risposta alla domanda di fattibilità potrebbe essere comunicata a giorni. Se il responso fosse negativo, come la presa di posizione del Consiglio di Stato lascia prevedere, ciò non ci lascerebbe indifferenti. Non ci siamo mai espressi esplicitamente contro quel progetto, ma è chiaro che la sua realizzazione comprometterebbe seriamente la nostra istanza per la protezione integrale dell'insediamento di Gandria. 

Intanto la nostra petizione segue il suo iter; sappiamo che le commissioni cantonali l'hanno presa in esame. Il Consiglio di Stato sarà poi chiamato a decidere anche con il sussidio delle loro conclusioni. Speriamo che venga tenuta in debita considerazione anche l'opinione della stragrande maggioranza degli abitanti di Gandria.

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28 novembre 2008 5 28 /11 /novembre /2008 12:00
Che da qualche tempo a Lugano tiri aria di maretta politica non è un mistero per nessuno. Battaglia sul CdA della cassa pensione, confusione sul rivestimento del Conza, i due partiti maggiori che si amano e si odiano, scetticismo sulle commissioni di quartiere (vedi qui) e tante altre cose. C'è chi dice che è già iniziata la campagna per l'elezione del prossimo sindaco, c'è chi pensa che son solo vecchie ruggini che riaffiorano. Comunque sia; liti e battibecchi non giovano certo al buon andamento della pubblica amministrazione. Non sono il solo a pensarla così, anche la municipale Giovanna Masoni ha pubblicato una piattaforma con cui chiede un po' a tutti di smettere di litigare, di ridefinire le regole del gioco e di tornare alla ragione. C'è da augurarsi che la municipale liberale venga ascoltata, soprattutto la dove perora la necessità di instaurare il dialogo con i gruppi espressi dalla società civile. Staremo a vedere, come si dice se son rose ...
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10 novembre 2008 1 10 /11 /novembre /2008 20:52
Il consigliere comunale Rolf Endriss (PPD e Generazione Giovani) ha introdotto un'interpellanza (vedi qui) relativa alle commissioni di quartiere. Alcuni giorni fa avevamo accennato al problema, dicendo che probabilmente sarebbero state di soli 5 membri e non più di 11 (come si conferma). A mio parere le domande poste da Endriss sono molto pertinenti e sollevano il problema della reale rappresentatività delle commissioni, tanto più che il nuovo regolamento tenderebbe ad aumentare l'incidenza della Grande Lugano a scapito di quella dei quartieri.  
E' ovvio che in questa situazione la società civile sarà portata a rivendicare maggiormente la propria autonomia. In fondo anche VivaGandria rappresenta l'opinione del quartiere. In questo senso, al momento della consegna della petizione al Consiglio di Stato, avevamo chiesto al Municipio di Lugano un incontro per poter discutere anche dei modi in cui vengono prese e vengono trasmesse le decisioni: finora non abbiamo ricevuto risposta.
Al di là delle forme e del tipo di istituzione proposte, la questione di fondo resta quello della compartecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano i loro ambiti di vita. Come può realizzarsi la compartecipazione? Quale può essere il ruolo delle commissioni di quartiere? E quale invece quello dei gruppi spontanei espressi dalla società civile? 
Forse mi illudo, ma credo che oggi i cittadini abbiano voglia e siano capaci di rispondere a queste domande. Resta da augurarsi che anche le autorità sappiano capire la necessità di rinunciare a imporre la politica delle decisioni dall'alto per cercare il dialogo con la popolazione.
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9 novembre 2008 7 09 /11 /novembre /2008 22:46
Ci sta a cuore ogni voce e iniziativa volta ad arginare il degrado grande e piccolo che colpisce e sta velocemente snaturando l'insediamento di Gandria.
A mio parere l'interpellanza porta giustamente l'attenzione sulla scarsa qualità estetica delle stazioni di pompaggio, sul mancato rispetto dei luoghi e dei muri antichi e sulla necessità di maggiore trasparenza quanto all'informazione sui lavori e alle responsabilità.
Mi sembra infatti che si continua a intervenire a Gandria in modo tecnicistico e senza una visione d'insieme, né scientifica, né storica, né estetica.
Fai sapere se possiamo esserti d'aiuto in qualcosa per orientare diversamente i lavori in corso e salvare il salvabile.
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8 novembre 2008 6 08 /11 /novembre /2008 15:11
Ancora una foto di Ennio mostra come sia possibile fare le fognature senza necessariamente svilire i muri a riva lago.

 

I due muri sono stati distrutti per poter sistemare la cisterna nel giardino soprastante, poi ricostruiti. Il risultato non è perfetto (la parte ricostruita è quella che appare più chiara), l'uso di cemento è sempre eccessivo ma siamo quasi sulla buona strada. Il neo di fondo però rimane; chi decide cosa, quando, perchè?
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