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22 gennaio 2010 5 22 /01 /gennaio /2010 18:42
Massimo Pedrazzini dirà giovedì 28 gennaio alle 18.30 nell'ex-casa comunale di Castagnola (ma perché non a Gandria?) quanti sono gli olivi in Ticino, di quale specie sono e dove si trovano. Il censimento è stato effettuato in collaborazione con il Gruppo olivo del fondo SNAG su mandato del Cantone. Chi non vuole mancare l'appuntamento trova qui la locandina.

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14 gennaio 2010 4 14 /01 /gennaio /2010 16:18
Nelle discussioni e negli articoli su Gandria viene spesso citato l'ISOS, cioè l'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere. Molti ne parlano ma in realtà pochi sanno cosa dice. Pensiamo perciò di fare cosa utile mettendo in linea le schede ISOS di Gandria e quella delle Cantine.
Ripetiamo ancora che non è vero, come spesso viene asserito, che l'ISOS protegge Gandria. Si tratta di un utile strumento per definire la situazione e la sua importanza, ma è vincolante solo per la Confederazione. Cantone e comuni non sono obbligati a tenerne conto. Del resto l'ISOS non contempla disposizioni tassative ma solo raccomandazioni. In genere in Ticino l'amministrazione cantonale ne tiene conto, ma purtroppo i comuni e i privati di solito le disattendono. Basta leggere le schede che vi proponiamo (redatte una ventina d'anni fa) e confrontarle con l'attuale situazione di Gandria per accorgersi che l'ISOS non protegge per niente Gandria; da qui la necessità di andare oltre.
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24 dicembre 2009 4 24 /12 /dicembre /2009 10:16

Per tutti quelli che
- sono lontani da casa e si struggono dalla nostalgia
- credono che Gesù Bambino sia Babbo Natale da piccolo
- che conoscono solo quelle di Balerna
mettiamo in linea le campane di Gandria.

Dato che a Natale siamo colmi di buoni pensieri, ne dedichiamo uno anche ai cormorani ai quali c'è chi vorrebbe sparare.

Insomma, buon Natale e buone feste!

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14 dicembre 2009 1 14 /12 /dicembre /2009 12:55
Mettiamo in linea i due rapporti della Commissione della pianificazione del Consiglio comunale di Lugano in merito alla mozione Arigoni "Giù le mani da Gandria". Come noto la commissione si è divisa e ha presentato rapporti separati; di maggioranza, che raccomanda l'accoglimento della mozione, e di minoranza, che la respinge in base a un'argomentazione molto articolata. 
Entrambi i documenti ci sembrano di estremo interesse perché rivelano la complessità del problema che riguarda la salvaguardia di Gandria, un problema che richiede un esame molto approfondito.
Ricordando questa necessità noi abbiamo già proposto al Municipio la moratoria di un anno sulla questione (decisioni sulla mozione Arigoni e sulla richiesta Pacchin per la concessione di una licenza edilizia preliminare). Il Municipio ci ha ora proposto un incontro (con la signora Masoni e l'architetto Hubeli, capo della pianificazione) per discuterne. L'incontro è previsto il 1° febbraio 2010; crediamo che siamo sulla buona strada e speriamo che possa avere risultati positivi.
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14 dicembre 2009 1 14 /12 /dicembre /2009 08:42
Nella serata dell'11 dicembre scorso (svoltasi per forza maggiore a Castagnola) il professor Marco Visentin e un gruppo di studenti dell'USI hanno presentato uno studio - promosso per volontà dell'Associazione amici dell'olivo e del Gruppo Olivo dello SNAG - in cui vengono avanzate proposte per un diverso futuro turistico di Gandria.
Per la discussione dei nuovi postulati è stato allestito un nuovo sito web interattivo, per cui tutti possono intervenire con proposte e suggerimenti, che contiene anche belle fotografie del Sentiero dell'olivo scattate da Vincenzo Cammarata: lo trovate all'indirizzo http://www.unolivopergandria.ch/ e vi consigliamo di visitarlo.
Per la relazione sulla serata rimandiamo al Giornale del Popolo e al Corriere del Ticino
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9 dicembre 2009 3 09 /12 /dicembre /2009 16:05
In seguito al cedimento del soffitto della palestra di Gandria
(siamo proprio malmessi) la serata "UN ULIVO PER GANDRIA" si terrà 
venerdì 11 dicembre alle 18.30 nella sala del municipio di Castagnola.
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1 dicembre 2009 2 01 /12 /dicembre /2009 15:09
Il consiglio comunale di Lugano ha respinto una mozione socialista, che intendeva rafforzare il ruolo delle commissioni di quartiere, e una mozione PPD che intendeva "spartiticizzarle" (vedi qui). Sembrava vi fossero spiragli per un cambiamento ma poi, come ritiene il Giornale del Popolo, un intervento di Re Giorgio ha "offuscato" il parlamento comunale che dopo lunga discussione ha preferito lp statu quo. Le commissioni consultive continueranno a non essere consultate, rappresenteranno la ripartizione elettorale della città nel suo complesso e non quello dei quartieri e i partiti saranno ancora la pietra folosofale per la loro composizione. Si può ben dire che in questo frangente di poca importanza, e ciò ci preoccupa, la "rappresentanza sovrana" del comune si è dimostrata decisamente suddita. 
Qualcuno penserà: tanto meglio, almeno questa telenovela è finita. Errore! Nella discussione si è persa di vista una questione non irrilevante: dopo mesi di ritardo nella loro costituzione, le commissioni di quartiere funzionano da un anno ma non è ancora stato votato il regolamento comunale che deve regolarne il funzionamento. 
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29 novembre 2009 7 29 /11 /novembre /2009 12:33

Il Caffè di oggi (vedi qui) dà notizia di una conferenza in cui Benedetto Antonini ha denunciato lo «scempio del territorio» ticinese avvenuto negli anni passati. L’ex-capo della pianificazione del cantone si associa così all’allarme lanciato in estate da Marco Solari (vedi qui) il quale per uscire dalla crisi del turismo propone «una coscienza più conservatrice» che consenta di salvare ciò che resta di «un paesaggio in parte rovinato», additando come esempio «lo sconquasso del Pian Scairolo» (vedi qui). L’autocritica di questi due personaggi autorevoli - che di quello “scempio” hanno pur qualche responsabilità - fa certo piacere ma suscita anche perplessità.
E’ evidente che nel passaggio alla modernità il “Ticino rurale” non ha mai saputo, e ancora non sa, conciliare la nuova situazione con la sua tradizione; da lì sono derivati i molti disastri che oggi vengono denunciati. A mio parere sarebbe però un disastro maggiore se oggi si proponesse di salvare le poche oasi di tradizione rimaste negando le esigenze della modernità: un pericolo forse insito nell’invito di Marco Solari a salvaguardare semplicemente le stradine e le atmosfere romantiche. Mi sembra più stimolante Benedetto Antognini, il quale sa che un territorio è «attrattivo per i turisti perché, oltre alla richiesta di svago, soddisfa quelli di arricchimento socio-culturale, e nel contempo caratterizza identità, memoria, personalità dei residenti: mi rendo sempre più conto che uno dei pochi anticorpi alla perdita dell’identità dovuto alla globalizzazione, è l’essere in sintonia con il proprio ambiente».
Questa problematica concerne da vicino VivaGandria. Abbiamo proposto un’inventario dell’insediamento, perché è giusto fare una fotografia dell’esistente. Abbiamo proposto con una petizione la salvaguardia di Gandria, che non vogliamo però trasformare in un museo. Dobbiamo definire un programma per poter fare un progetto, nella convinzione che Gandria può e deve svilupparsi. I tempi, date le decisioni che dovranno prendere prossimamente il municipio e il consiglio comunale, si stanno facendo stretti. Anche gli spazi tra conservazione e trasformazione sono stretti; come ci ricordava Tita Carloni forse a Gandria bisognerà “costruire poco e adagio”.
Sono convinto che i prossimi mesi ci richiederanno lavoro e concentrazione sull’essenziale. Voi che ne pensate?

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25 novembre 2009 3 25 /11 /novembre /2009 11:18
alle 18.00 nella palestra comunale

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22 novembre 2009 7 22 /11 /novembre /2009 10:17
Abbiamo già riferito sull'esito della nostra serata del 19 novembre sulla salvaguardia di Gandria che ha avuto ampio risalto anche sui media cantonali, che ringraziamo per il loro interessammento e sostegno.
Ci sembra che il quotidiano che ha "centrato" meglio lo spirito della serata sia stato La Regione: dato che questo giornale "bellinzonese" è meno diffuso di altri dalle nostre parti, mettiamo qui a disposizione di tutti la sua relazione.
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