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15 ottobre 2009 4 15 /10 /ottobre /2009 11:44
Tempo fa avevamo segnalato che forse presto Gandria sarebbe entrata nell'Europa; un modo come un altro per parlare dei geositi dell'Insubria. Oggi possiamo essere più precisi.
Si tratta di un progetto Interreg, tra l'Europa e la Svizzera. I promotori hanno già pubblicato un prospetto e una guida (in italiano e in inglese): possono essere richiesti a dsu@lugano.ch o a fsnag@sirssu.ti-edu.ch
 

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9 ottobre 2009 5 09 /10 /ottobre /2009 14:11
La notizia che forse la Romantica verrà salvata non può che rallegrarci.
Questa storia probabilmente a lieto fine è interessante per vari motivi. Dapprima un municipio sbadato che concede la licenza edilizia senza considerare tutti i dispositivi del piano regolatore, poi l'elevarsi di voci critiche, un cantone che si assume le proprie responsabilità e un imprenditore d'origine kossovara disposto a prendere in considerazione il patrimonio ticinese, dando una lezione di stile a molti promotori nostrani.
Rimane certo un po' di amaro in bocca. Anche se ci verranno riconsegnati, il parco e l'interno di Villa Galli sono stati nel frattempo sminuiti grazie a un'incuria di almeno cinquant'anni. D'altra parte anche la zona circostante non è stata certo risparmiata, si pensi al magnifico nucleo di Bissone soffocato dalle vie di traffico. Purtroppo i contemporanei non si rendono sempre conto delle conseguenze del loro agire, conseguenze che dopo alcuni decenni balzano con evidenza agli occhi di tutti. 
Da qui l'importanza di associazioni come la nostra, capaci di additare in tempo i pericoli a cui sono sempre esposti il paesaggio e il territorio. 

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9 ottobre 2009 5 09 /10 /ottobre /2009 10:06
Tempo fa avevamo segnalato il preavviso della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP).
Ora siamo entrati in possesso dell'opposzione dal Dipartimento del territorio, del 27 febbraio 2009, contro il rilascio da parte del municipio di Lugano della licenza edilizia per le famose palazzine. Lo mettiamo in linea perché si tratta di un documento importante, che mette diversi puntini sulle i e consente a tutti di farsi un'opinione con cognizione di causa.
In merito ci permettiamo alcune considerazioni.
1. L'opposizione contiene estratti delle prese di posizione, finora inedite, delle due commissioni cantonali chiamate ad esprimersi. La commissione cantonale del paesaggio (CP) ha presentato il suo rapporto già nel luglio 2008, prima della CFNP; ha quindi espresso un giudizio autonomo e non subordinato, come si è cercato di far credere, a quello della commissione federale. La CP ritiene che Gandria presenta "
un'immagine che può essere definita compiuta e assume il valore di un monumento" e invita il
municipio di Lugano a rivedere la scelta pianificatoria della zona perché "le motivazioni a sostegno di tale scelta adottata allorquando il comune di Gandria non era stato aggregato a Lugano, appaiono oggi non più sostenibili". L'Ufficio e la Commissione dei beni culturali (CBC) si dichiarano incompetenti, perché Gandria non è ancora "sottoposto a vincoli ai sensi della Legge sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997". La decisione dipende dall'esame, ancora in corso, della nostra petizione ma nella sostanza la CBC "condivide senza riserve la presa di posizione dell'Ufficio della natura e del paesaggio".
2. Dal canto suo il Dipartimento solleva la questione di quello che possiamo definire "l'inghippo del 1996". Nel 1993 Gandria si era data un piano regolatore (PR) che prevedeva all'articolo 20 l'edificabilità delle parcelle "sotto Balbin", prima zona agricola, per edifici abitativi che il comune intendeva costruire. Tenendo conto della particolare situazione di Gandria, già allora il Consiglio di Stato lo concesse a denti stretti, specificando che "ogni intervento doveva essere sorretto da un forte interesse pubblico". Fu allestito un progetto di massima, ma nel 1995 l'Assemblea comunale rifiutò il credito per la progettazione di dettaglio. Nel 1996 l'articolo 20 del PR fu quindi modificato: l'area di "interesse comunale" diventò una zona di "edificazione intensiva" dove si poteva costruire in base a un "piano di quartiere". Il Consiglio di Stato, non nascondendo una certa reticenza, accettò "la variante adottata dall'Assemblea comunale [che] prevede l'abbandono dei vincoli a carico dell'ente pubblico, demandando ai privati la realizzazione dei contenuti insediativi. In questo modo si è inteso salvaguardare uno degli obiettivi generali ritenuti prioritari, segnatamente quello volto a favorire una ripresa demografica, con un controllo formale dell'edificazione compatibile con l'intento di salvaguardare l'assetto e l'immagine del nucleo. In concreto si è ripresa l'impostazione pianificatoria già definita dal vigente PR". A quel tempo le parcelle appartenevano a cinque diversi proprietari, poi l'ultimo sindaco di Gandria si assicurò l'intera proprietà e nel 2008 presentò il progetto di palazzine firmato dal sindaco di Lugano. 
3. Oggi tre commissioni e un Dipartimento ritengono che le esigenze allora avanzate da Gandria non sussitono più e invitano il municipio di Lugano "a valutare se le motivazioni a suo tempo addotte per giungere all'attuale situazione piaificatoria siano tutt'oggi ancora valide in particolare alla luce anche dei recenti processi di aggregazione". Cosa fa il municipio? Respinge ovviamente il progetto, anche per togliersi dall'imbarazzo derivante dalla scelta del sindaco (che nel frattempo si è ritirato) di mescolare interessi pubbliici e privati in questa faccenda. Lo fa nel corso di una riunione sbrigativa durante la quale non entra nel merito della questione, non dice cosa vuole ma lascia filtrare ufficiosamente che "sotto Balbin" si potrà ancora costruire anche se con minor volumetria. In buona sostanza: se ne frega assolutamente dell'invito rivoltogli. Per chi amministra la cosa pubblica è grave omissione. Questa indifferenza, questa mancanza di considerazione, Gandria la paga ogni giorno, con le ferite dovute a sconsiderati interventi pubblici e privati, uno strisciante micro-degrado che ne deturpa progressivamente il volto. 
4. Dato che di queste cose dovrà discutere prossimamente il consiglio comunale (in merito a una mozione di Alessio Arigoni) noi auspichiamo fin da ora che, in attesa della decisione cantonale sulla nostra petizione, il municipio proponga in tempi brevi un inventario dell'insediamento sul tipo di quello, utilissimo, allestito da Carona già nel 2004.

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1 ottobre 2009 4 01 /10 /ottobre /2009 13:01
E' un po' datata, ma la riproponiamo lo stesso perché poco conosciuta nonostante la sua deliziosa miscela di italiano e dialetto; una storia scritta da Claudio Mudry, Ul Sclitòn del Gino, che ricorda il mutare di Gandria.
Indaghiamo la storia del paese e ci interessano gli episodi minuti. Perché la Storia, quella con la s maiuscola, una disciplina appunto degli storici, è prima di tutto vita, storia di vite passate e in divenire, delle vite nostre e di quelli che ci hanno preceduti.
Una storia individuale non è ancora Storia, ma la nutre e l'aricchisce di particolari.
La nostra associazione è interessata a raccogliere la storia orale, le testimonianze di chi ha visto e vissuto cose a noi ignote e che vorremmo sapere. Invitiamo perciò i nostri soci a stimolare le persone anziane a raccontarci le loro storie, a mostrarci le loro fotografie, a confidarci i loro ricordi.
Per esempio, sappiamo poco o niente di una tipica "industria" di Gandria, quella della corteccia di tiglio utilizzata per fare legacci. Forse c'è ancora qualcuno che può dirci qualcosa: come si facevano i legacci, a cosa servivano? 

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26 settembre 2009 6 26 /09 /settembre /2009 04:03
Segnaliamo un'interessante iniziativa dello Stato che ha appena messo in linea l'Inventario dei beni culturali (vedi qui per la presentazione).
Registra gli edifici, i manufatti, le opere d'arte e gli oggetti vari esistenti nel cantone e che sono considerati patrimonio da proteggere.
Ora tutti possono comodamente consultarlo da casa.
Se andate ad esempio nella sezione "consultazione" a cercare Gandria troverete i cinque oggetti che qui il cantone ha deciso di tutelare, con le fotografie e le mappe di situazione (queste in verità non sembrano ancora accessibili). 

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23 settembre 2009 3 23 /09 /settembre /2009 14:51
Adolphe Ribaux aveva 29 anni quando nel 1893 visitò Gandria per la seconda volta e consegnò le sue impressioni alla Semaine Littéraire, un settimanale di lettere e vita pubblicato a Ginevra fino al 1927. 
I clichés dei turisti venuti dal nord ci sono tutti. La vegetazione e la luce gli rammentano Capri e Ischia, ma i bambini coperti di stracci di questo sordido villaggio gli fanno tornare in mente visioni di miseria africana.
Cii sono però anche interessanti informazioni: per esempio qui non risuonavano ghitarre e mandolini. Che siano apparsi più tardi con il turismo nel Novecento?



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21 settembre 2009 1 21 /09 /settembre /2009 13:08
Mettiamo in linea un "documento di lavoro" che propone un approccio alla storia della strada di Gandria.
Questa strada è interessante per vari motivi:
1) fu inaugurata solo nel 1936, mentre quasi tutti i comuni ticinesi usufruivano di un collegamento carrozzabile fin dall'Ottocento
2) il progetto suscitò in Ticino la prima "protesta ambientalista" contro una costruzione stradale
3) mostra le difficoltà e anche i pregi della tradizionale "mediazione elvetica" nella realizzazione di progetti importanti
4) dal punto di vista tecnico l'opera presentò notevoli difficoltà (che qui non vengono peraltro considerate)

Sono solo degli appunti che permettono di capire la sostanza della questione: li mettiamo in linea anche nella speranza che qualcuno (magari uno studente) possa ampliarli per redarre un testo definitivo (chi fosse interessato prenda contatto con noi).

Il testo può essere scaricato qui



 

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17 settembre 2009 4 17 /09 /settembre /2009 19:22
Questo il titolo di un interessante convegno organizzato il 17 e 18 ottobre dall'Associazione dei geografi (GEA), dal Museo etnografico Valle di Muggio (MEVM) e dal Laboratorio di storia delle Alpi (LabiSAlp). Diverse relatrici e relatori molto qualificati riferiranno sul perché e come tutelare il patrimonio.
Il programma delle due giornate presenta temi di grande interesse e vale la pena di esserci. Le giornate sono  gratuite ma è prevista l’iscrizione e un contributo per chi volesse partecipare al buffet di sabato o alla trasferta di domenica : per maggiori informazioni clicca qui

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15 settembre 2009 2 15 /09 /settembre /2009 16:02


La prima edizione di O'live Gandria Jazz Soirées ha registrato un buon successo. Nonostante il tempo incerto di quel sabato 12 settembre ci abbia obbligati a rifugiarci in chiesa -negandoci il magnifico anfiteatro del sagrato e delle scale circostanti - si è scomodato un pubblico attento e interessato di almeno 200 persone.
Trattandosi di una prima prova generale non tutto è filato perfettamente, ma questo primo evento ci offre la possibilità di migliorare e meglio calibrare le manifestazioni che si terranno a partire dall'anno prossimo.
Per una labile traccia video del concerto clicca qui.
Ringraziamo gli sponsor (Città di Lugano, FrontLine, SaniSystem, StudiodigraficaGrizzi, F.SNAG, 2GPlus) che hanno garantito l'onere finanziario di questo concerto gratuito assieme alle generose offerte dei presenti: inoltre il Consiglio parrocchiale di Gandria che ha concesso l'uso del sagrato e della chiesa. Un grazie particolare a tutti coloro che con il loro lavoro volontario hanno contribuito al successo della serata.
Non dimentichiamo peraltro che la ragione principale dell'esistenza di VivaGandria rimane la salvaguardia di questo delizioso insediamento, il cui delicato tessuto subisce giornalmente interventi che lo stanno snaturando. La nostra petizione sta seguendo il suo iter e speriamo di poterne vedere presto i frutti. Siamo però convinti che la miglior salvaguardia del paese sia data dalla soddisfazione della gente che vi abita: Gandria non vuol diventare museo ma luogo di mille attività protetto da una pianificazione dinamica.

 

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11 settembre 2009 5 11 /09 /settembre /2009 10:25
Lucio Battisti non c'entra; segnaliamo solo un'allarmante notizia comunicata oggi dalla Regione, che non ci tocca direttamente ma ci riguarda da vicino.
Per ora è solo scempio virtuale (www.caprinolounge.ch); una visita al sito reale permette di rendersi conto che Lele Mora ha distrutto quello che c'era senza intanto costruire niente.
Può sembrare una cosa banale, una notizia gossip. In realtà è una minaccia da prendere sul serio: domani magari un Descanso Vip o forse un Barcotel Teresa a luci rosse alle cantine di Gandria?

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