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2 giugno 2011 4 02 /06 /giugno /2011 13:56

festa vicini 31.5.11

Malgrado la pioggia di fine maggio, quest'anno la festa dei vicini è stata particolarmente vivace e colorata. Diversi volti nuovi, molte coppie giovani, numerosi bambini e un paio di principessine. Un finale in crescendo di musica e danze, grazie anche alla maiuscola prestazione della nostra ghitarrista Elisa. Gandria sta cambiando volto; in meglio.

Tre assaggini quI: uno, due, tre  

 


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31 maggio 2011 2 31 /05 /maggio /2011 07:46

Nei giorni scorsi le ruspe hanno demolito cinque edifici d'origine medievale di Santa Lucia, uno dei cuori della vecchia Massagno. Al loro posto sorgeranno due moderni edifici a destinazione mista (abitazione e commerciale): nell'operazione ha messo mano, manco a dirlo, l'Archiconsult di Giorgio Giudici. L'iter che ha portato a questo progetto era partito diversi anni fa; secondo Giulio Foletti, capo del Servizio inventario dell'Ufficio beni culturali, "oggi un'operazione come quella di Santa Lucia probabilmente avrebbe dovuto difficoltà a essere accettata" (vedi qui). Certo la nostra sensibilità per la salvaguardia del patrimonio culturale in questi anni è cambiata, ma intanto è andata ancora così. In casi simili è sempre meglio pensarci in tempo, come ammonisce Riccardo Bergossi, vicepresidente della STAN, ricordando la distruzione del Sassello di Lugano, "un errore del quale verrà chiesto conto" (vedi qui).

Cogliamo l'occasione per segnalare l'esposizione di fotografie della vecchia Massagno aperta al Pasquee fino al 15 giugno (vedi qui).


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30 maggio 2011 1 30 /05 /maggio /2011 13:44

Poche settimane fa un gruppo di "militi" della protezione civile ha rimesso in buono stato il sentiero che collega la barriera al cimitero. Un lavoro ben fatto, destinato a durare nel tempo, condotto rispettando le regole dell'arte con balaustre e scalini in legno. Per ognuno sarà ora più facile transitare da lì anche in inverno o in tempo di pioggia.

sentiero1 

Sarebbe bello se anche il sentiero che conduce al Sasso della Predescia, molto deteriorato nel tratto terminale e scomodo in tempo di pioggia per il fango che si raccoglie sul fondo, potesse essere sistemato allo stesso modo. Intanto diciamo grazie a chi ha lavorato bene. Interventi di questo tipo, anche se non di grande portata, possono contribuire alla salvaguardia di Gandria aumentandone l'attrattiva.

sentiero2

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27 maggio 2011 5 27 /05 /maggio /2011 13:25

Le automobili sfrecciano spesso a velocità troppo elevata lungo la strada cantonale sopra Gandria. L'attraversamento della carreggiata è sempre pericoloso e l'anno scorso un bambino è stato investito presso il Ristorante Gandria, fortunatamente senza gravi conseguenze. Ora il granconsigliere Nenad Stojanovic, che abita proprio lì davanti, ci informa di una iniziativa intrapresa presso la polizia di Lugano per ovviare alla situazione (vedi qui).

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23 maggio 2011 1 23 /05 /maggio /2011 20:27

Riguarda una realtà sulla porta di casa, quindi vale la pena spenderci due parole.

Con la consueta prosa elegante del nano-pensiero, il Mattino ha annunciato domenica l’imminente chiusura del “museo delle carabattole” di Villa Heleneum: per decisione del Municipio. Sull’eventuale chiusura del Museo delle Culture dovrebbe prima pronunciarsi il popolo, ha però replicato lunedì Giovanna Masoni.

Ma allora: il Municipio ha deciso la chiusura, sì o no?

Il Giornale del Popolo propende per il sì; “il Municipio, la sua maggioranza o la sua totalità”  avrebbe preso quella decisione. La proposta fu fatta da Giuliano Bignasca un paio di settimane fa alla seduta dell’esecutivo ma, dice invece Giovanna Masoni, “non ha trovato consensi”. Ma come crederle, se lei stessa ha avanzato l’idea di una votazione popolare consultiva? “per poter mettere a confronto le ragioni e il successo della struttura, in un vero dialogo con i cittadini, invece che in miseri attacchi ispirati ogni domenica da Bignasca e persone tutt’altro che disinteressate” (vedi qui). Ha anche rincarato la dose chiedendo un intervento del sindaco per “prevenire quello che ormai, verso i collaboratori, è vero mobbing” (vedi qui).

Insomma, staremo a vedere. Una cosa che sembra sicura è quella dell’affacciarsi di interessi speculativi: presto modine anche a Villa Heleneum?

Del resto per il Museo delle Culture non è la prima volta che si parla di “carabattole”: si pensi al 2004, quando il Municipio pensò di chiuderlo en douceur svendendo la parte più significativa delle collezioni al Musée du quai Branly di Parigi, prima di far marcia indietro di fronte a varie indignazioni (vedi qui).

Intanto chi avesse interesse a saperne di più, può consultare la scheda di Wikipedia dedicata al museo e a Serge Brignoni, il donatore delle opere (e tramite questo link potrà fare una visita virtuale al museo e alle sue collezioni).

 

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21 maggio 2011 6 21 /05 /maggio /2011 13:28

Vi abbiamo già detto dei cedri della Clinica Moncucco su cui pesa la minaccia di taglio radicale. Ora per difenderli, ma anche per altro, un "gruppo spontaneo di cittadini ticinesi ecocompatibili" ha messo in linea un nuovo sito: La poiana.

Ma perchè poiana? Semplice: perchè "La poiana è un po' il simbolo di questo Ticino a misura d'affari innanzitutto. Un tempo numerose, volteggiavano maestose sopra il lago dandoci un senso di appartenenza ad un mondo accogliente e variegato, dove le risorse vitali sembravano essere di tutti. Poi, subdolamente, lentamente e inesorabilmente, gli interessi privati, personali e corporativi hanno corroso lo spazio vitale al volo della poiana. Che se ne è andata via ... Facciamo ritornare il volo della poiana, che noi non possiamo, non vogliamo andarcene via!". 

Vi invitiamo a visitarlo. Ma non siamo troppo ferrati in ornitologia e d'improvviso un dubbio ci assale. Quell'elegante rapace che vediamo spesso planare davanti a Gandria, per poi lasciarsi cadere quasi a picco ad afferrare un pesce a fil d'acqua, sarà una poiana oppure un nibbio? Leggendo l'articolo pubblicato sull'ultimo numero de "Il nostro paese" (vedi qui) propendiamo per la seconda possibilità. Ma non è facile districarsi tra le diverse specie se non ci si è già cimentati da piccoli: perciò invitiamo ragazze e ragazzi a leggersi l'utilissima scheda proposta dal Centro Natura Vallemaggia che consente di farsi una prima idea in proposito (vedi qui).

Ciononostante il dubbio non svanisce, complice anche quella località Poiana di Riva San Vitale, all'altra estremità del lago. Qui le poiane c'erano certamente - quindi forse pure da noi: ma oggi anche lì, ci rammenta "L'informatore", settimanale del Mendrisiotto e del Basso Ceresio, più che i rapaci volano le modine.

Il cerchio si è chiuso, il dubbio permane.

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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 07:05

Il prossimo 5 giugno le cittadine e i cittadini di Lugano si esprimeranno sul progetto di rinaturazione della foce del Cassarate. Mancano due settimane, favorevoli e contrari affilano le armi.

I favorevoli propongono due visite sul luogo. A quella di sabato 21 maggio (alle 17.00) i partecipanti saranno accompagnati da Luca Paltrinieri, biologo, e da Urs Luechinger, geologo. Domenica 22 maggio sempre alle ore 17.00  saranno invece presenti Sophie Agata Ambroise, architetto paesaggista e progettista della modifica, Luca Paltrinieri e Nicola Schönenberger, botanico.  Il luogo dell'appuntamento è il belvedere di Parco Ciani, l'itinerario del percorso  comprende i due lati della parte finale del Cassarate: si prevede che l'incontro durerà circa un' ora o eventualmente anche di più a seconda delle richieste del pubblico.  

Per approfondire le ragioni dei contrari segnaliamo invece il numero fresco di stampa di "Il nostro paese", la rivista della Società ticinese per l'Arte e la Natura (STAN). Sull'argomento propone interessanti articoli di Riccardo Bergossi, Gancarlo Re e Graziano Papa. 

Qualsiasi sia la vostra opinione su questo progetto, vale la pena di abbonarsi alla rivista della STAN che 3-4 volte all'anno tratta di tematiche che ci stanno particolarmente a cuore, sempre con buoni approfondimenti. Costa 50.- franchi all'anno (compresa la quota d'adesione alla Società) e potete ottenerla scrivendo a STAN, via Borghese 42 6601 Locarno, oppure inviando un e-mail a info@stan-ticino.ch.


 

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16 maggio 2011 1 16 /05 /maggio /2011 14:35

Pochi giorni fa abbiamo segnalato il Messaggio del Consiglio di Stato che propone al parlamento di respingere la mozione Savoia e altri per l’acquisto del terreno sul quale dovrebbero sorgere le palazzine di Gandria. L’esecutivo ritiene che per lo Stato l’acquisizione “comporterebbe un impegno economico e l’assunzione di un ruolo “imprenditoriale” che sarebbero molto vasti”. Un’enunciazione che ci sembra discutibile. L’investimento di un paio di milioni è molto per il Cantone? La compera di un terreno di interesse pubblico denota un improprio ruolo imprenditoriale dello Stato?

Ci sono peraltro ragioni che giustificherebbero un ruolo attivo del Cantone in questa faccenda. Ricordiamo brevemente i fatti che hanno portato all’attuale situazione:

 - il 24.2.1992 l'Assemblea comunale di Gandria adotta il PR del Comune che prevede di

creare, sui terreni in oggetto, una “Zona di interesse comunale “ (ZIC). Nelle intenzioni

del Municipio, approvate dall'Assemblea, il comune avrebbe dovuto acquistare questi

terreni per metterli in seguito a disposizione di persone desiderose di portare il loro

domicilio a Gandria. Obiettivo delle Autorità comunali era di arrestare il progressivo

spopolamento del Comune.

 - il 10.2 1993 il Consiglio di Stato approva il PR di Gandria comprendente la zona ZIC.

 - il 5.5.1993 il Consiglio di Stato concede a Gandria un sussidio di 149'340.- franchi per

l'acquisto dei fondi ZIC di 2'489 mq valutati complessivamente fr 746'000.-.

 - 1995: il Municipio presenta un Messaggio municipale con la richiesta di un credito di fr

1'100'000.- per l'acquisto dei terreni ZIC. Il Messaggio prevede di edificare 2'500 mq di

SUL.

 - 8.5.1995 l'Assemblea comunale boccia il Messaggio municipale sulla base di un rapporto

della Commissione della Gestione. La zona ZIC non può dunque essere realizzata.

 - 9.10.1995: il Municipio di Gandria presenta una variante di PR al Dipartimento per esame

preliminare. La variante propone tre possibilità:

A) Mantenere il Piano di quartiere senza vincoli pubblici. Nella sua risposta, del

23.11.1995, il Dipartimento ritiene fattibile questa proposta;

B) Creare una zona di risanamento secondol'art. 11 NAPR. Il Dipartimento non approva

questa variante;

C) Mantenere la superficie libera da costruzioni e lasciare gli orti. Il Dipartimento

approva questa variante perché assolve alla funzione di protezione e valorizzazione

del nucleo e del contesto paesaggistico.

Il Municipio di Gandria, fra le tre proposte, sceglie quella che prevede di mantenere il

Piano di quartiere senza vincoli pubblici, definita fattibile dal Dipartimento, e allestisce il

relativo messaggio.

 - il 12.2.1996 l'Assemblea comunale approva il Messaggio municipale che prevede l'art. 20

delle NAPR.

 - 29.5.1996: il Consiglio di Stato approva la variante di PR con l'art. 20 NAPR.

Il CdS motiva la sua decisione con la “volontà di salvaguardare uno degli

obiettivi ritenuti prioritari, segnatamente quello volto a favorire una ripresa demografica

con un controllo dell'edificazione compatibile con l'intento di salvaguardare l'assetto e

l'immagine del nucleo.”

(la cronologia è tratta dal rapporto di minoranza della Commissione della Pianificazione del CC di Lugano sulla poi respinta mozione Arigoni “Giù le mani da Gandria!”: NAPR sta per Norme di Attuazione del Piano Regolatore).

Possiamo constatare che il pasticcio che ora si tratta di sbrogliare è stato combinato dall’allora Comune autonomo di Gandria. Ma anche il Cantone ci ha messo del suo, peccando perlomeno di negligenza al suo ruolo di sorveglianza nel periodo 1995-96. Ora Gandria, aggregata a Lugano, non può più essere chiamata alla cassa, ma al Cantone può essere chiesto di riparare ai suoi errori. Errori che è stato il primo a riconoscere, quando nel 2009 ha respinto la richiesta di fattibilità per le palazzine “per motivi d’inserimento paesaggistico”: una decisione supportata da nette prese di posizione delle Commissioni federale e cantonale del paesaggio che concordano nell’escludere ogni edificazione sulle parcelle. D’accordo, non parliamo degli stessi governi - e la capriola si può capire - ma pur sempre del governo dello stesso Cantone.

Il buon senso vorrebbe che ora si uscisse in modo elegante da questa ormai annosa vicenda: il Cantone dovrebbe concorrere all’acquisto del terreno insieme al Comune di Lugano. Certo Lugano non ha responsibilità proprie in questa faccenda, a parte l’incongruenza di un architetto-sindaco che firma un progetto poi sconfessato dal suo stesso municipio perché non conforme al Piano regolatore. Ma ha “ereditato” Gandria e darebbe segno di lungimiranza assicurandosi un terreno di interesse pubblico; come fece cent’anni fa acquistando il Parco Ciani, come fece Castagnola nel 1963 acquistando il parco San Michele, come sta facendo oggi Mendrisio con il parco di Villa Argentina.

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15 maggio 2011 7 15 /05 /maggio /2011 19:51

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Oggi a Gandria, malgrado il forte vento, c'è stata una simpatica invasione di Maggiolini. Dopo aver assistito e partecipato nella palestra comunale alla performance di attori e musicisti, una quarantina di bambini con i loro genitori si sono riversati in piazza Niscior per gustarsi la merendina offerta da VivaGandria. Un vivace e allegro avvenimento che speriamo possa ripetersi anche nei prossimi anni.

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15-5-2011


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12 maggio 2011 4 12 /05 /maggio /2011 12:44

É cominciata la stagione per conoscere più da vicino il lago, per passeggiare sulle sue rive o traversarlo in barca. Presto, anche per i meno coraggiosi, comincerà anche il tempo delle rinfrescanti nuotate.

Crediamo perciò utile sottoporvi l'interessante rivista di Pro Natura che nel marzo scorso ha dedicato al lago un numero interessante e pieno di utili informazioni. É rivolta in particolare ai bambini e ai ragazzi (per i quali sono proposte interessanti attività) ma può essere utile anche agli adulti per conoscere meglio la storia, la vita e i segreti dei nostri specchi d'acqua (vedi qui).

Buona lettura!

acqua

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