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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 07:05

Il prossimo 5 giugno le cittadine e i cittadini di Lugano si esprimeranno sul progetto di rinaturazione della foce del Cassarate. Mancano due settimane, favorevoli e contrari affilano le armi.

I favorevoli propongono due visite sul luogo. A quella di sabato 21 maggio (alle 17.00) i partecipanti saranno accompagnati da Luca Paltrinieri, biologo, e da Urs Luechinger, geologo. Domenica 22 maggio sempre alle ore 17.00  saranno invece presenti Sophie Agata Ambroise, architetto paesaggista e progettista della modifica, Luca Paltrinieri e Nicola Schönenberger, botanico.  Il luogo dell'appuntamento è il belvedere di Parco Ciani, l'itinerario del percorso  comprende i due lati della parte finale del Cassarate: si prevede che l'incontro durerà circa un' ora o eventualmente anche di più a seconda delle richieste del pubblico.  

Per approfondire le ragioni dei contrari segnaliamo invece il numero fresco di stampa di "Il nostro paese", la rivista della Società ticinese per l'Arte e la Natura (STAN). Sull'argomento propone interessanti articoli di Riccardo Bergossi, Gancarlo Re e Graziano Papa. 

Qualsiasi sia la vostra opinione su questo progetto, vale la pena di abbonarsi alla rivista della STAN che 3-4 volte all'anno tratta di tematiche che ci stanno particolarmente a cuore, sempre con buoni approfondimenti. Costa 50.- franchi all'anno (compresa la quota d'adesione alla Società) e potete ottenerla scrivendo a STAN, via Borghese 42 6601 Locarno, oppure inviando un e-mail a info@stan-ticino.ch.


 

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16 maggio 2011 1 16 /05 /maggio /2011 14:35

Pochi giorni fa abbiamo segnalato il Messaggio del Consiglio di Stato che propone al parlamento di respingere la mozione Savoia e altri per l’acquisto del terreno sul quale dovrebbero sorgere le palazzine di Gandria. L’esecutivo ritiene che per lo Stato l’acquisizione “comporterebbe un impegno economico e l’assunzione di un ruolo “imprenditoriale” che sarebbero molto vasti”. Un’enunciazione che ci sembra discutibile. L’investimento di un paio di milioni è molto per il Cantone? La compera di un terreno di interesse pubblico denota un improprio ruolo imprenditoriale dello Stato?

Ci sono peraltro ragioni che giustificherebbero un ruolo attivo del Cantone in questa faccenda. Ricordiamo brevemente i fatti che hanno portato all’attuale situazione:

 - il 24.2.1992 l'Assemblea comunale di Gandria adotta il PR del Comune che prevede di

creare, sui terreni in oggetto, una “Zona di interesse comunale “ (ZIC). Nelle intenzioni

del Municipio, approvate dall'Assemblea, il comune avrebbe dovuto acquistare questi

terreni per metterli in seguito a disposizione di persone desiderose di portare il loro

domicilio a Gandria. Obiettivo delle Autorità comunali era di arrestare il progressivo

spopolamento del Comune.

 - il 10.2 1993 il Consiglio di Stato approva il PR di Gandria comprendente la zona ZIC.

 - il 5.5.1993 il Consiglio di Stato concede a Gandria un sussidio di 149'340.- franchi per

l'acquisto dei fondi ZIC di 2'489 mq valutati complessivamente fr 746'000.-.

 - 1995: il Municipio presenta un Messaggio municipale con la richiesta di un credito di fr

1'100'000.- per l'acquisto dei terreni ZIC. Il Messaggio prevede di edificare 2'500 mq di

SUL.

 - 8.5.1995 l'Assemblea comunale boccia il Messaggio municipale sulla base di un rapporto

della Commissione della Gestione. La zona ZIC non può dunque essere realizzata.

 - 9.10.1995: il Municipio di Gandria presenta una variante di PR al Dipartimento per esame

preliminare. La variante propone tre possibilità:

A) Mantenere il Piano di quartiere senza vincoli pubblici. Nella sua risposta, del

23.11.1995, il Dipartimento ritiene fattibile questa proposta;

B) Creare una zona di risanamento secondol'art. 11 NAPR. Il Dipartimento non approva

questa variante;

C) Mantenere la superficie libera da costruzioni e lasciare gli orti. Il Dipartimento

approva questa variante perché assolve alla funzione di protezione e valorizzazione

del nucleo e del contesto paesaggistico.

Il Municipio di Gandria, fra le tre proposte, sceglie quella che prevede di mantenere il

Piano di quartiere senza vincoli pubblici, definita fattibile dal Dipartimento, e allestisce il

relativo messaggio.

 - il 12.2.1996 l'Assemblea comunale approva il Messaggio municipale che prevede l'art. 20

delle NAPR.

 - 29.5.1996: il Consiglio di Stato approva la variante di PR con l'art. 20 NAPR.

Il CdS motiva la sua decisione con la “volontà di salvaguardare uno degli

obiettivi ritenuti prioritari, segnatamente quello volto a favorire una ripresa demografica

con un controllo dell'edificazione compatibile con l'intento di salvaguardare l'assetto e

l'immagine del nucleo.”

(la cronologia è tratta dal rapporto di minoranza della Commissione della Pianificazione del CC di Lugano sulla poi respinta mozione Arigoni “Giù le mani da Gandria!”: NAPR sta per Norme di Attuazione del Piano Regolatore).

Possiamo constatare che il pasticcio che ora si tratta di sbrogliare è stato combinato dall’allora Comune autonomo di Gandria. Ma anche il Cantone ci ha messo del suo, peccando perlomeno di negligenza al suo ruolo di sorveglianza nel periodo 1995-96. Ora Gandria, aggregata a Lugano, non può più essere chiamata alla cassa, ma al Cantone può essere chiesto di riparare ai suoi errori. Errori che è stato il primo a riconoscere, quando nel 2009 ha respinto la richiesta di fattibilità per le palazzine “per motivi d’inserimento paesaggistico”: una decisione supportata da nette prese di posizione delle Commissioni federale e cantonale del paesaggio che concordano nell’escludere ogni edificazione sulle parcelle. D’accordo, non parliamo degli stessi governi - e la capriola si può capire - ma pur sempre del governo dello stesso Cantone.

Il buon senso vorrebbe che ora si uscisse in modo elegante da questa ormai annosa vicenda: il Cantone dovrebbe concorrere all’acquisto del terreno insieme al Comune di Lugano. Certo Lugano non ha responsibilità proprie in questa faccenda, a parte l’incongruenza di un architetto-sindaco che firma un progetto poi sconfessato dal suo stesso municipio perché non conforme al Piano regolatore. Ma ha “ereditato” Gandria e darebbe segno di lungimiranza assicurandosi un terreno di interesse pubblico; come fece cent’anni fa acquistando il Parco Ciani, come fece Castagnola nel 1963 acquistando il parco San Michele, come sta facendo oggi Mendrisio con il parco di Villa Argentina.

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15 maggio 2011 7 15 /05 /maggio /2011 19:51

Maggiolino-2011 0058


Oggi a Gandria, malgrado il forte vento, c'è stata una simpatica invasione di Maggiolini. Dopo aver assistito e partecipato nella palestra comunale alla performance di attori e musicisti, una quarantina di bambini con i loro genitori si sono riversati in piazza Niscior per gustarsi la merendina offerta da VivaGandria. Un vivace e allegro avvenimento che speriamo possa ripetersi anche nei prossimi anni.

Maggiolino-2011 0060

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15-5-2011


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12 maggio 2011 4 12 /05 /maggio /2011 12:44

É cominciata la stagione per conoscere più da vicino il lago, per passeggiare sulle sue rive o traversarlo in barca. Presto, anche per i meno coraggiosi, comincerà anche il tempo delle rinfrescanti nuotate.

Crediamo perciò utile sottoporvi l'interessante rivista di Pro Natura che nel marzo scorso ha dedicato al lago un numero interessante e pieno di utili informazioni. É rivolta in particolare ai bambini e ai ragazzi (per i quali sono proposte interessanti attività) ma può essere utile anche agli adulti per conoscere meglio la storia, la vita e i segreti dei nostri specchi d'acqua (vedi qui).

Buona lettura!

acqua

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8 maggio 2011 7 08 /05 /maggio /2011 14:03

Tra pochi mesi il Consiglio comunale dovrebbe decidere sulla variante del piano regolatore di Lugano, Castagnola e Brè relativa alla protezione dei beni culturali d'interesse cantonale e locale. Sappiamo che circa un quarto degli edifici inizialmente proposti sono nel frattempo già stati depennati dal Municipio. 

Ora uno degli edifici proposti per la protezione - una villa in via Vincenzo Dalberti - rischia di essere modificato con un innalzamento eccessivo. Tanto per cambiare, la modifica è stata progettata dall'Archiconsult presieduta da Giorgio Giudici. Secondo il piano regolatore in vigore la cosa è possibile. Ma si può accordare la licenza di trasformazione proprio nella fase di modifica del piano regolatore? Pare di no (vedi qui). Dunque, affaire à suivre ...

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7 maggio 2011 6 07 /05 /maggio /2011 13:43

Piano piano, a livello cantonale si sta muovendo qualcosa anche per la salvaguardia di Gandria. Oggi La Regione (vedi qui) propone un sunto della presa di posizione del Consiglio di Stato (CdS) sulla mozione presentata il 24 giugno 2008 in Gran Consiglio da Savoia e confirmatari per l'acquisto da parte del Cantone del terreno sul quale dovrebbero sorgere le ormai famose palazzine di Gandria. La risposta del CdS è negativa e propone al parlamento il rigetto della mozione.

Ma il rapporto governativo (vedi qui, con il testo della mozione) del 16 marzo scorso (quindi del passato CdS) è comunque interessante per diversi motivi. In primo luogo riconosce che "la salvaguardia dei nuclei maggiormente rappresentativi del Cantone Ticino" è "un tema di grande spessore culturale" che "il Dipartimento del territorio sta approfondendo con particolare attenzione, considerata anche la prima ed innovativa esperienza ancora in corso in questo delicato settore in valle Lavizzara con il suggestivo nucleo di Fusio". In particolare, attraverso un'indagine approfondita a partire dal 2009, la Commissione (CBC) e l'Ufficio dei beni culturali (UBC) avrebbero già stilato una lista di insediamenti da proteggere integralmente sul territorio cantonale (secondo nostre informazioni sarebbero una trentina e Gandria vi figura). Per arrivare a una decisione definitiva da parte del CdS il Cantone dispone già di adeguati strumenti legislativi. Il governo ritiene quindi che la strada da seguire sia quella, "che consente scelte consapevoli di politica culturale perché poggia su solide basi conoscitive ed è in grado, proprio per questo, di riconoscere a Gandria il ruolo che le spetta nel panorama del patrimonio cantonale, senza dimenticare la suggestiva e variegata trama di insediamenti che ricopre l’intero territorio - di cui anche questo villaggio lacuale è parte". Auspica perciò "di poter contare sulla collaborazione e l’impegno dei comuni, preconizzata dalla stessa Legge, e della popolazione. I segnali giunti da un buon numero di abitanti di Gandria, pertanto, costituiscono un elemento di valutazione di cui l’autorità cantonale potrà tenere debito conto al momento della decisione". Respinge invece la proposta di acquisto del terreno che ritiene "molto problematico dal profilo finanziario e da quello più generale dei compiti dello Stato, mentre non risulta indispensabile ai fini della tutela stessa. Di fatto comporterebbe un impegno economico e l’assunzione di un ruolo “imprenditoriale” che sarebbero molto vasti e al momento a tutti gli effetti prematuri". 

Constatiamo quindi con un certo orgoglio che la nostra petizione del 2008 ha contribuito a dare uno scossone alla questione della salvaguardia integrale degli insediamenti più significativi del Ticino, spingendo all'azione gli organi competenti. Il governo dichiara di voler tener conto, al momento della decisione, dei segnali che giungono dalla popolazione. Ciò è di buon auspicio, sempre che non restino parole sulla carta ma si traducano in fatti concreti. 

Questa è la notizia; la nostra valutazione di merito seguirà nei prossimi giorni, tanto più che l'intenzione governativa di respingere l'ipotesi d'acquisto del terreno, su cui dovrà decidere il Gran Consiglio, ci sembra poco fondata.

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4 maggio 2011 3 04 /05 /maggio /2011 20:46

A ritmo sempre più accelerato, ogni giorno se ne va un pezzo della Lugano che conosciamo. Sotto la spinta degli amanti del cemento, del profitto o di una malintesa modernità cadono alberi e vecchie ville. 

Un paio di settimane fa sono stati sacrificati i cedri di Villa Favorita per far posto a una nuova costruzione affidata agli architetti Herzog e De Meuron su un terreno acquistato per trenta milioni di franchi (vedi qui).

Intanto a Besso si prepara l'abbattimento della pregiata Villa Elisa e il taglio dei cedri della clinica Moncucco (vedi qui).

Però ciò non avviene più nell'indifferenza generale, da più parti si comincia a reagire e a organizzare l'opposizione. Nel giorno di Pasqua un "Gruppo in difesa del quartiere di Besso" ha affisso manifesti sulle cancellate della Clinica Moncucco per gridare "tutti assieme: ADESSO BASTA" (vedi qui).

Il 30 aprile 5 consiglieri comunali appartenenti a diversi partiti hanno rivolto un appello alla popolazione per opporsi alla cementificazione del territorio di Lugano (vedi qui). Un appello analogo è stato proposto pochi giorni dopo anche da Nadir Sutter, vice presidente della Società svizzera protezione dei beni culturali (vedi qui).


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3 maggio 2011 2 03 /05 /maggio /2011 12:24

Il gruppo "Uniti per Brè" ha lanciato una petizione per salvare la zona "Ai Piani" minacciata dalla ventilata costruzione di una ventina di casette.

Per la protezione dell'area chiede al Municipio di Lugano di adottare 3 misure:

1. istituzione di una Zona di Pianificazione volta a rivedere il Piano Regolatore di Brè

2. inedificabilità della zona “Ai Piani”

3. trasformazione della zona in parco o area verde ad uso pubblico o agricolo

Pur in una situazione diversa, il caso è analogo a quello delle palazzine che rischiano di deturpare il volto di Gandria. Potete trovare qui il formulario per aderire alla petizione. Vi invitiamo a scaricarlo, firmarlo e farlo firmare per poi inviarlo a Uniti Per Brè entro il 30 giugno.

Per ulteriori informazioni: www.uniti-per-bre.ch

Vi ricordiamo inoltre la petizione di Cristina Zanini Barzaghi sullo stesso argomento inoltrata qualche tempo fa al Consiglio comunale di Lugano (vedi qui).

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1 maggio 2011 7 01 /05 /maggio /2011 15:23

Durante la trasmissione Falò del 14 aprile scorso (vedi qui), in merito alla demolizione di Villa Branca a Melide, il sindaco Giorgio Giudici ha detto paro paro:

"Vorrei ricordare che Bernhard Furrer, che è anche un caro amico, quando l'ho accompagnato a Villa Branca, è uscito e mi ha detto: guarda Giorgio questa casa và demolita, testuali parole"

Conosciamo Bernhard Furrer e sappiamo del suo costante impegno - anche come presidente della Commissione federale dei beni culturali - per la conservazione del patrimonio culturale. Perciò, diciamo la verità, siamo rimasti allibiti e sconcertati. Non potevamo certo immaginare che un "eletto del popolo" potesse mentire in modo tanto plateale. 

Alcuni giorni dopo ci ha pensato lo stesso Bernhard Furrer a dire come stanno le cose. Ha inviato al Corriere del Ticino (vedi qui) una dignitosa "Lettera aperta a Giorgio Giudici" nella quale - dopo aver messo in risalto l'importanza della salvaguardia del patrimonio culturale e criticato la scarsa attenzione del comune di Lugano - in merito all'episodio di Villa Branca scrive: "Molto gentilmente ti sei messo a disposizione per accompagnarmi in qualità di cittadino privato, non di soprintendente, per fare delle foto poco prima della distruzione già pianificata di quest'opera singolare e pregevole dell'architettura ticinese. Ma una mia affermazione che <questa villa dovesse essere distrutta> (come espresso da te in emissione) deve essere proiezione di un tuo desiderio e non corrisponde assolutamente nè alla mia opinione, tanto meno a quello che è stato detto. A mio parere, la distruzione di Villa Branca è una perdita incomprensibile e triste".

Insomma, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio; tanto più ora, visto che il nostro sindaco è capace di mentire spudoratamente. Manco a dirlo, il progettista del nuovo complesso che sorgerà al posto di Villa Branca è l'architetto Giorgio Giudici.

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23 aprile 2011 6 23 /04 /aprile /2011 14:09

Molti ricorderanno Fritz Meijer, il pittore che aveva adottato Gandria come sua seconda patria e che qui è morto (vedi qui). Ancora per pochi giorni, fino al 29 aprile, si può visitare una sua interessante mostra presso la galleria IL RAGGIO a LA CORNICE in via Giacometti 1 a Lugano, che propone una scelta di lavori a olio ma anche acquarelli e disegni. Quindi chi fosse interessato a meglio comprendere questo artista anche alla luce delle sue opere non direttamente legate al nostro villaggio dovrà affrettarsi a visitarla.

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