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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 10:33

Da alcuni anni i cormorani sono finiti sulle pagine dei giornali come il nemico numero uno dei pesci. Spariscono le arborelle, sparisce il gardon, i responsabili sono loro. Sulla ioro presenza (specialmente presso le Cantine di Gandria) sono state avanzate cifre mirabolanti, che poi non reggono di fronte a rilevamenti seri (vedi qui). Insomma se ne sono dette di cotte e di crude, per cui si è giunti a concludere che devono essere decimati. Sarà, ma noi crediamo che in natura si stabiliscono equilibri per cui se diminuiscono i pesci diminuiscono necessariamente anche i loro predatori: così sembra essere.

Ora i media ci informano che le cause della diminuzione dei pesci potrebbero anche essere altre e le centrali idroelettriche vengono additate come il principale colpevole (vedi qui). Dal 1986 a oggi i pesci "ticinesi" sarebbero diminuiti del 70% a motivo dei loro scarichi irregolari delle acque che modificano la portata del fiume (con variazioni da 1 a novanta diverse volte al giorno) comportando effetti devastanti per l'ecosistema (in pratica i fiumi e i torrenti vengono svuotati di forme di vita). 

Naturalmente, è ovvio, nessuno ha pensato a decimare i responsabili delle centrali, oppure chi lascia accesa troppo a lungo la luce o lascia gli apparecchi in stand-by. Sono invece previsti manufatti che dovrebbero meglio regolare la portata di fiumi e torrenti. Giusto, ma c'è da chiedersi se il prospettato sterminio dei cormorani fosse proprio una saggia soluzione. 

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18 febbraio 2011 5 18 /02 /febbraio /2011 14:13

Forse i giovani non hanno mai saputo della sua esistenza, ma gli anziani ricordano certamente la funicolare che saliva da Santa Margherita all'Albergo Belvedere (ora Funicolare) che a Lanzo d'Intelvi troneggia in posizione panoramica sulla montagna di fronte a Gandria.
Venne inaugurata nel 1907, ebbe un grande successo ma poi, vittima delle contingenze belliche e con il cambiare di quelle turistiche, cominciò a cumulare deficit e fu dismessa nel 1977. Nel 1992 un gruppo di appassionati ne propose il ripristino, ma nel 2007 la Regione Lombardia decise la messa all'asta di quel che rimaneva degli impianti. L'anno seguente alcuni deputati regionali favorevoli alla salvaguardia e al ripristino riuscirono a bloccare la vendita. In seguito un gruppo svizzero-olandese, interessato a rilevare l'albergo si impegnò a rimettere in funzione la funicolare, qualora gli fosse concesso di sopraelevare l'edificio di due piani: non se ne sa più niente.
Ora La Regione ci ha fatto sapere che i comuni di Valsolda e di Lanzo d'Intelvi hanno chiesto all'Amministrazione regionale di Como di intavolare trattative con la Regione Lombardia allo scopo di rimettere in funzione la funicolare. Lo scopo perseguito è quello di incrementare l'offerta turistica e ciò richiederà di coinvolgere anche il nostro cantone, perché chi dice funicolare dice anche navigazione sul Ceresio.
Sono tempi difficili per cui le possibilità che questa iniziativa possa andare in porto sono scarse. Ma manteniamo la speranza perché, come già faceva Fogazzaro, ci piacerebbe poter traversare il lago in barca e salire a Lanzo per una scampagnata, magari per scattare una bella fotografia di Gandria dall'alto come quella che ci ha inviato Didèl.

GandriadaLanzo

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30 gennaio 2011 7 30 /01 /gennaio /2011 13:08

MAMMA LUGANO E I SUOI FIGLI QUARTIERI

 
 

 quartieri

Questa è una fiaba moderna: non inizia con c’era una volta.

Inizia con c’è oggi Lugano, una madre, moderna pure lei, con i suoi tanti figli quartieri.

Una madre così importante e impegnata da risultare talora assente?

Una madre in carriera, presa da grossi progetti, occupata in Cina e con Expo 2015…

Deve imparare a non trascurare i figli!

Deve ascoltarli, dedicarsi a loro, così diversi uno dall’altro.

Deve visitarli a uno a uno nelle loro camerette, chiedere: come va? Cosa ti serve? Trovare il tempo di sedersi per fare i compiti insieme. Dare una paghetta sufficiente a renderli indipendenti.

Loro non possono sbattere la porta e scappare di casa. Non possono chiamare il padre Cantone, in altre faccende affaccendato.

Quando la prole è numerosa occorre delegare nonni, zii, amici… collaborare di più con le Commissioni di Quartiere, affidarsi alle associazioni presenti negli ex comuni; se ne prenderanno cura loro con gioia.

Non esagerare con le bambinaie, troppo ligie alle direttive di partito…

Lugano dovrebbe immedesimarsi nei suoi quartieri, ricordarsi che non molti anni fa era come loro: una piccola località bisognosa di attenzioni materne.

Lugano da madre deve diventare mamma, se desidera che i suoi figli si affezionino a lei, tanto da chiamarla mami.

Lugano mami o non mami? M’ami o non m’ami?

La risposta è importante, se si vuole lo stesso finale delle fiabe di una volta: e vissero tutti felici e contenti.

 

Roberto Genazzini, Gandria, gennaio 2011

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29 gennaio 2011 6 29 /01 /gennaio /2011 10:50

La notte del 2 febbraio 1991, poco prima dell'alba, alla dogana di Gandria l'appuntato Roberto Berta fu ucciso con nove colpi di pistola da un pregiudicato a cui stava controllando i documenti (vedi qui).

In ricordo del fattaccio il prossimo 2 febbraio il Comando delle guardie di confine IV organizzerà alle 13 nella chiesa di San Virgilio a Gandria una cerimonia commemorativa; in seguito verranno poste una targa e una corona di fiori sulla lapide che in dogana ricorda quella tragedia.

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25 gennaio 2011 2 25 /01 /gennaio /2011 15:24

Sull'ultimo numero di Azione è stato pubblicato un istruttivo e piacevole articolo sui cigni. Avvicinandosi la stagione dei loro amori, dai complessi e misteriosi rituali, è certo utile migliorare le nostre conoscenze su questi magnifici uccelli che contribuiscono a rendere più attraente la vista del lago (vedi qui).

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22 gennaio 2011 6 22 /01 /gennaio /2011 10:23

laveggio


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18 gennaio 2011 2 18 /01 /gennaio /2011 15:52

La Società Canottieri Ceresio (Gandria Castagnola) opera fin dal 1927. Il primo cantiere sociale fu il portico della casa De-Marchi a Gandria. Un anno dopo si passò al piccolo hangar nei pressi del Cimitero del paese. Nel 1931 il cantiere traslocò al Sasso di Gandria. Lo stabile, tuttora esistente, venne costruito quale ristorante da un gruppo di soci, che misero a disposizione della società un ampio locale al piano terreno. 

I canottieri di Gandria si fecero subito un buon nome conquistando già nel 1930 e 1931 il titolo di campione svizzero in yole da mare con Vittorio Genazzini, Giovanni Rezzonico, Emilio e Carlo Gavazzini (fu il primo titolo nazionale conquistato da un equipaggio ticinese). Poi nel 1947 e 1950 Ilvo Prosperi e Arnoldo Gianella diventarono campioni svizzeri nel due di coppia e parteciparono ai campionati europei piazzandosi al 2° (1947) e al 3° posto (1950). Tra il 1960 e il 1970 solo titoli ticinesi, sono gli anni di Mario Pacchin che nei primi anni '60 si laureò ben quattro volte campione ticinese nel singolo. In seguito. Altri titoli nazionali e cantonali fino ai primi anni del terzo millenio, poi più niente: oggi i canottieri della Ceresio sembrano praticare lo sport principalmente per diletto e per tenersi in buona salute. 

Queste e altre notizie (oltre a numerose fotografie) potete trovarle sul sito socialewww.scceresio.ch/storia.html

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11 gennaio 2011 2 11 /01 /gennaio /2011 12:03

La discussione sul progetto per la cosiddetta rivitalizzazione della foce del Cassarate e la conseguente riduzione dell'attuale Parco Ciani si è fatta molto accesa; dopo l'accettazione da parte del Consiglio comunale di Lugano, i contrari hanno lanciato un referendum per impedirla. Sul sito dei referendisti si possono trovare molti documenti e una nutrita rassegna stampa degli articoli apparsi sui giornali in queste settimane (vedi qui).

All'interno della nostra associazione le opinioni si dividono tra favorevoli e contrari e non daremo perciò, come si dice, consegne di voto. 

C'è però un argomento che ci interessa illustrare come curiosità storica ed è quello che riguarda il cossiddetto "muro del Ciani", la cui integrità i referendisti intendono mantenere.

1849

La prima precisa planimetria di Villa Ciani ci è offerta dalla mappa censuaria di Lugano, redatta dal geometra Guidi nel 1849. Come si vede il parco arrivava solo fino alla darsena e si prolungava, cinto da un muro, fino all'attuale Viale Cattaneo nei pressi del punto dove oggi sorge la chiesa evangelica. Tra il muro e il Cassarate, non ancora incanalato, c'era il Prato Gianella che non apparteneva al parco Ciani. Si noti come quella zona, oggi densamente urbanizzata, fosse allora adibita solo ad usi agricoli.

1898

Quella situazione fu modificata solo dopo l'incanalamento del Cassarate (1897-98), quando nell'area del Ciani, nel frattempo acquistato dal comune, fu inglobato anche il prato Gianella e l'argine del fiume venne a configurarsi come il muro del Parco, anche se in origine non lo era (da una litografia del 1898 di Gabriele Chiattone). Difficile quindi decidere oggi quale sia il vero "muro del Ciani": quello dell'Ottocento o quello che la nostra visione novecentesca ci suggerisce?

Sulle deturpazioni del Ciani avvenute nel passato ci sarebbe del resto da discutere a lungo; in particolare di quella, vergognosa, decisa per far posto al Palazzo dei congressi che ha sacrificato le belle scuderie. L'altro aspetto che preoccupa è quello del continuo taglio di alberi, l'ultimo, di due annosi platini, fatto alla chetichella pochi giorni orsono (vedi qui).

1920

La fotografia del 1920 permette un confronto con la situazione attuale. In primo piano il Liceo, poco oltre la chiesa Evangelica, dietro la quale la linea bianca rivela il muro originale del parco di Villa Ciani. Spicca però soprattutto un bosco quasi compatto che cela quasi completamente la villa. Oggi il Parco Ciani assomiglia invece sempre di più a un prato.

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5 gennaio 2011 3 05 /01 /gennaio /2011 15:41

befanaGiovedì 6 gennaio alle 18.30 a Gandria arriva la Befana. L'evento è organizzato dal Gruppo manifestazioni in collaborazione con Ivano Visetti. Presso l'imbarcadero (o in caso di pioggia sotto la terrazza del Ristorante Roccabella) ci sarà un rinfresco al fresco con carbone, mandarini e spagnolette. Tutte/i sono invitati.

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23 dicembre 2010 4 23 /12 /dicembre /2010 10:07

Auguriamo a tutti Buon Natale e Buon Anno!

Per le lunghe serate d'inverno e per passare piacevolmente il tempo in questi giorni di vacanza vi proponiamo la visione di due siti di pittori luganesi.

Il primo (vedi qui) è quello di Italo Varsalona, quell'ometto che sicuramente vi ha certo già incuriositi avendolo incontrato a Lugano con il suo cavalletto, intento a dipingere scorci e personaggi cittadini. Da quindici anni dipinge solo la città e la sua opera sta diventando preziosa perchè costituisce una sorta di memoria storica: diversi degli edifici da lui immortalati non esistono più, altri sono destinati a scomparire presto.

Varsalona non ha mai dipinto Gandria, dove invece Fritz Meijer è vissuto a lungo, dal 1939 al 1969, e qui ha dipinto ed esposto all'esterno del suo atelier, quello strano triangolo giallo con la scritta "Parrucchiere" proprio di fronte alla chiesa. I suoi dipinti potete ora ritrovarli qui.

DSCN3115

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