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1 settembre 2012 6 01 /09 /settembre /2012 20:22

La sezione Ticino di Pro Natura ha appena messo in rete la sua rivista trimestrale, pubblicata in versione cartacea già nella primavera scorsa. 
Questo fascicolo, dedicato a ul Lüganes, offre interessanti contributi sul paesaggio, la fauna e la flora del territorio in cui viviamo. Ve ne raccomandiamo la lettura e, magari, fateci un pensierino: l'adesione a 
Pro Natura costa 70 franchi e vi permette di ricevere la rivista in tempo utile per proporre a bambini e adolescenti la partecipazione agli interessanti appuntamenti promossi.

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28 agosto 2012 2 28 /08 /agosto /2012 10:11

Al rientro dalle vacanze il fine settimana di Gandria si presenta carico di eventi.

Venerdì 31 agosto alle 20.45 nella chiesa di San Vigilio il Trio Ambassador si produrrà nell'ambito di Ceresio Estate. Vi proponiamo per l'occasione un'interessante intervista del suo giovane e valido fisarmonicista Momir Novakovic appena apparsa sul settimanale Azione.

Non dimenticate inoltre sabato 1° settembre la Festa di gnocch, rinviata per maltempo la scorsa settimana. Il tempo si preannuncia bello, i gnocchi saranno serviti a partire dalle 19.30, poi ci saranno musica e danze.

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26 agosto 2012 7 26 /08 /agosto /2012 12:00

Oggi il lago è soprattutto luogo di svago e di ristoro, un luogo per fare il bagno e sfuggire alla canicola, dove scorrazzare con rombanti motoscafi o barche a motore e a remi, magari per visitare i pochi superstiti grotti (si fa per dire), dove pescatori dilettanti, in barba ai cormorani, vengono a sorprendere persici e lucci. Una realtà sempre cangiante, nel colore che varia dall'azzurro cupo dell'inverno al verde smeraldo dell'estate, dalle sfumature di grigio sovrapposte nelle giornate nebbiose o nel tremolante luccichìo in quelle di sole, a volte liscio come l'olio, a volte sconvolto e agitato dall'impetuosa porlezzina.
Un tempo il lago era invece luogo di vita e di lavoro, un viavai di cumball che trasportavano pietre e calce per costruire Lugano, di barche ad arcioni per portare le vacche al pascolo, per trasportare il fieno, la legna e il vino o le primizie per il mercato cittadino. C'erano soprattutto i pescatori professionisti che gettavano le loro reti di sera e passavano la notte in barca ad aspettare i pesci. Pochi giorni fa La Regione ha pubblicato un breve articolo che ricorda quella realtà; ve lo proponiamo con piacere e un po' di nostalgia.

lavandaie.jpg

 Un giorno di bucato sulla riva granda di Gandria 

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9 agosto 2012 4 09 /08 /agosto /2012 07:29

Nel maggio scorso sul Mattino della Domenica è apparsa una strana ed estemporanea lettera di lodi sperticate alla manutenzione del sentiero di Gandria. La cosa ci stupì, perché a noi quella manutenzione era invero sembrata eccessiva e sbagliata. La "lettera firmata" (ma senza nome, come si usa per i casi scottanti) sembrava scritta, per mettere le mani avanti, dal responsabile del Dicastero Servizi Urbani di Lugano all'editore del giornale che, guarda caso, sono la stessa persona (i più anziani ricorderanno certamente la famosa lettera della "mamma di Vaglio).
Evidentemente non siamo gli unici a credere che quel tipo di manutenzione sia assolutamente fuori luogo: negli scorsi giorni il biologo Nicola Schoenenberger l'ha duramente criticata in un'intervista a Ticino 7. Ha osservato che gli addetti ai lavori "sfalciano assiduamente, spesso nel momento sbagliato, appena prima della fioritura. E hanno utilizzato erbicidi, andando a toccare specie rare e protette". Insomma, un vero e proprio scempio interventista.
Ieri anche un residente di Gandria ci ha inviato una lettera in cui esprime la sua indignazione contro quelli che, secondo gli operatori del DSU, sono "ordini dall'alto", ma non per questo meno inopportuni.

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8 agosto 2012 3 08 /08 /agosto /2012 08:51

Tempo fa vi avevamo informati in merito all'esperienza degli orti condivisi di Chiasso. Un'iniziativa simpatica che ci aveva fatto dire: perché non farli anche a Gandria?
Un giornale gratuito 
riprese subito la notizia dal nostro blog titolando perentoriamente A Gandria vogliono gli orti! A volte le cose nascono e crescono anche a partire da simili malintesi. In realtà noi non abbiamo deciso ancora niente, ma certo stiamo riflettendo anche su questo. Come possono essere utilizzati i terrazzi di Gandria? Orti condivisi? Coltivazioni speciali? o altro ancora.
Tra l'altro il 21 ottobre prossimo i partecipanti al convegno 
sul tema "Paesaggio senza identità?", organizzato dalla GEA (associazione dei geografi), verranno a farci visita per riflettere insieme proprio su queste cose. E proprio in quei giorni noi raccoglieremo le olive per spremere il nostro ormai famoso olio di Gandria.

Intanto vi proponiamo un'interessante intervista a Guido De Angeli di Radix, nella trasmissione radiofonica "Volare tra i fiori", che spiega in modo chiaro e didattico la nascita e la crescita degli orti condivisi di Chiasso.

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6 agosto 2012 1 06 /08 /agosto /2012 13:32

Il prossimo 31 agosto nella chiesa di San Vigilio torna Ceresio Estate, con un programma interessante che spazia da Bach a Piazzolla eseguito dal Trio Ambassador.

Invece venerdì e sabato 7-8 settembre nei vicoli e negli orti di Gandria potrete assistere al mini-festival Gandria O'Live con tre concerti inediti; durante quello di sabato pomeriggio anche le campane di Gandria saranno chiamate a dare il meglio di sè sotto l'esperta mano di Ivano Torre. Questo programma promette molte sorprese e vi invitiamo a partecipare numerosi, profittando magari della corsa speciale in battello da e per Lugano.

Segnatevi subito le date, sperando che il tempo ce la mandi buona.

rissone-Gandria.jpg

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22 luglio 2012 7 22 /07 /luglio /2012 12:30

Ricorderete il braccio di ferro tra Municipio e il Consiglio comunale di Lugano per la protezione del patrimonio architettonico della città, conclusosi (almeno sulla carta) a favore del legislativo nel luglio 2011.
Tra gli oggetti del contendere c'era anche una villa del 1912 in via Moncucco 9, per la quale nel 2010 il Municipio aveva già concesso licenza di demolizione al proprietario. L'anno successivo il Consiglio comunale ha invece deciso che doveva essere protetta. Logico dedurne che con ciò decadeva la licenza di demolizione.
Invece la villa protetta è stata demolita proprio in questi giorni. Come è potuto succedere? 
È quello che tutti vorremmo sapere. Perché? E chi è responsabile. Vogliono saperlo anche i consiglieri comunali Giordano Macchi e Giovanni Bolzani che hanno inoltrato al Municipio una interrogazione in merito.

moncucco.jpg

Le foto sono tratte da "Il nostro paese", la rivista della STAN, di luglio-settembre 2010

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20 luglio 2012 5 20 /07 /luglio /2012 17:41

Due petizioni che abbiamo sostenuto negli scorsi mesi sono giunte in porto in questi giorni.
La prima, che si prefigge la salvaguardia della villa e del parco di Montagnola dove dimorò Hermann Hesse fino alla sua morte, ha raccolto 3184 firme ed è stata consegnata al Municipio di Collina d'Oro.
La seconda sostiene l'esigenza di riconsegnare all'agricoltura il vasto comprensorio di Valera - tra Rancate, Genestrerio e Ligornetto - in passato occupato dai serbatoi di benzina: ha raccolto 6850 adesioni ed è stata consegnata al Consiglio di Stato.


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13 luglio 2012 5 13 /07 /luglio /2012 13:04

Fin dalla sua nascita, quattro anni fa, VivaGandria non si è mai stancata di perorare la causa di un maggior coinvolgimento nei processi decisionali riguardanti la protezione del territorio e dell’ambiente e della partecipazione dei cittadini alla pianificazione comunale. La condivisione delle decisioni tra autorità e cittadini è la strada giusta per la ricerca di soluzioni accorte e consapevoli a difesa del bene comune. Il cammino è complicato. Da una parte richiede di coinvolgere la popolazione - esclusa dai processi decisionali che determinano la qualità di vita e chiamata solo ogni quattro anni ad esprimere un voto sul chi dovrà decidere, quindi “diseducata” ad assumersi responsabilità in prima persona – in un lungo e lento processo di apprendimento. Dall’altra convincere le autorità comunali – tormentate dalla concorrenza partitica e abituate a far da sole senza coinvolgere i cittadini – della bontà e della necessità della mediazione. Indubbiamente, confrontati a un Municipio dominato dal partito trasversale dei “cementificatori”, in questi anni non è sempre stato facile mantenere la “retta via”. Pur non avendoli cercati, preferendo la via dell’associazionismo, tra le forze politiche presenti nel Comune all’inizio abbiamo avuto consensi diretti e indiretti solo da parte del PS e dei Verdi, due forze minoritarie con poca voce in capitolo. Poi la nascita di altre associazioni consimili – in particolare Uniti per Brè e Cittadini per il Territorio di Massagno – ha permesso di allargare il discorso e unire le forze, dandoci la possibilità di evidenziare nel dibattito pubblico i temi e le esigenze che ci stanno a cuore. Ciò ha smosso l’aria di questa città e ha cominciato a risvegliare anche altri partiti. Già abbiamo riferito della mozione di alcuni consiglieri comunali PLR che, nell’ambito della prossima revisione del Piano Regolatore, richiedono maggior attenzione all’ambiente, alla difesa del territorio e alla mobilità, auspicando il coinvolgimento dei cittadini. All’appello mancano ancora Lega e PPD che finora non si sono pronunciati. Per quanto riguarda quest’ultimo partito ci sembra però possibile segnalare una svolta positiva da quando Angelo Jelmini è subentrato in Municipio a Paolo Beltraminelli.

Il 27 aprile scorso una nostra delegazione ha incontrato Angelo Jelmini e l’architetto Hubeli, quali responsabili del Dicastero pianificazione della città, per discutere di alcuni problemi urgenti di Gandria: sistemazione della piazza dietro la chiesa e della ex-casa comunale, inventario del nucleo (per cui abbiamo stabilito contatti con la Supsi) e trasporti pubblici. A seguito di quell’incontro, un mese fa il sindaco Giorgio Giudici, a nome del Municipio, ci ha scritto di aver incaricato i servizi comunali competenti “a voler verificare lo stato della Casa comunale e presentare una proposta di intervento per la sua sistemazione”. Per quanto riguarda la piazza “è dell’opinione che, sulla base delle informazioni che saranno raccolte grazie all’inventario e al rilievo degli edifici che saranno elaborati dall’Associazione in collaborazione con la SUPSI, si esaminerà la necessità di avviare uno studio per il Piano di quartiere al fine di rivedere la sistemazione della piazza nel suo complesso in un concetto più generale (arredo, posteggi, tipologia raccolta rifiuti, servizi igienici, deposito squadra DSU, ecc), come pure di organizzare dei Workshop in collaborazione tra Municipio e popolazione”. Da ultimo, il Municipio ci comunica che “per quanto attiene alla problematica legata ai collegamenti con i trasporti pubblici, nell’ambito del “progetto Buxi”, attualmente al vaglio, saranno valutate le eventuali possibilità”.

Siamo quindi contenti di poter dire che dopo un primo periodo di rigetti e di chiusure, almeno nelle intenzioni si aprono forse prospettive di reciproca conoscenza e collaborazione. Tanto più che non si tratta di un episodio isolato. Anche il recente incontro, del 9 luglio scorso, di Uniti per Brè con il municipale Angelo Jelmini sembra infatti segnalare una nuova tendenza. 

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28 giugno 2012 4 28 /06 /giugno /2012 14:50

Bombardato dal lobbying di alcuni ambienti politici ed economici ticinesi, il Consiglio Federale si è arreso e propone di costruire una seconda galleria stradale sotto il San Gottardo. La proposta dovrà passare al vaglio delle Camere federali: se dovesse essere accolta saremo chiamati alle urne nel 2015.

Lo spauracchio agitato dai fautori del raddoppio è quello dell’isolamento del Ticino nei due-tre anni richiesti per il risanamento dell’attuale galleria. Un argomento discutibile, tanto più che, se tutto fila liscio, quella nuova non sarà messa in esercizio prima del 2030: quindi oltre 10 anni dopo la galleria ferroviaria di base che già risolverebbe buona parte dei problemi, in particolare quello dei viaggi individuali. Resterebbe però in parte scoperto quello del trasporto di merci. Ma quanto incidono quei trasporti in rapporto all’isolamento del Ticino?

Alcuni studenti della Scuola cantonale di commercio hanno esaminato il problema, giungendo a risultati – proposti in forma abbreviata da La Regione – che lasciano allibiti: al Ticino verrebbero a mancare giornalmente solo 13 camion da 35 tonnellate per le sue importazioni e altri 8 per le sue esportazioni. 21 camion al giorno, tutto qui.

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