Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
12 ottobre 2011 3 12 /10 /ottobre /2011 10:03

Il 13 settembre scorso, commentando l’approvazione della variante sui beni culturali del Piano regolatore di Lugano, il cronista del Corriere del Ticino scriveva: “C'è un'aria nuova che comincia a circolare per le vie (politiche) di Lugano. Non è ancora un vento rivoluzionario, ma un cambiamento di prospettiva, una presa di coscienza - magari tardiva, ma almeno c'è - che introduce l'epoca del post-sfruttamento edilizio. Un'aria che si è colta ieri sera nelle parole spese prima di approvare il messaggio sulla protezione dei beni culturali, e che già si era vista nell'adozione da parte del Municipio della variante proposta dalla commissione della Pianificazione, con l'aggiunta di una ventina di edifici”.

Quell’aria nuova l’avevamo già percepita in luglio, nel rapporto della Commissione della pianificazione che ha di fatto innescato la procedura per un nuovo Piano Regolatore unico di Lugano, annunciata poi a fine agosto dal Municipio. E’ un venticello fresco che spira da un nuova sensibilità della società civile, ispirato da associazioni come la nostra, che secondo Tita Carloni, sono oggi l’unica garanzia alla promozione della difesa del territorio.

Non possiamo certo non rallegrarci di questa “aria nuova”, ma occorre stare attenti e perseverare: i cementificatori e il comitato d’affari che governa Lugano non sono ancora sconfitti. Le malelingue dicono che il compromesso sui beni culturali sia stato reso possibile solo dall’incidente primaverile che per alcuni mesi ha tenuto fuori dai giochi il sindaco. Lo stesso Giudici sembra dar loro ragione quando - in un’intervista sul Giornale del Popolo del 15 settembre, nella quale sembra incensare Nano Bignasca come novello maître-à-penser - commenta sarcasticamente quell’accordo dicendo “credo sia stata fatta una lista della spesa”. Del resto sul terreno non mancano certo preoccupanti avvisaglie. Per esempio con quanto sta succedendo a Villa Favorita, protetta sulla carta ma che in concreto si tenta di modificare con una semplice notifica. Oppure in via Peri, dove presunti interventi abusivi su un edificio del Seicento hanno portato al blocco temporaneo del cantiere per intervento del Cantone.

Insomma, guardiamo con ottimismo al futuro ma facciamolo con prudenza.
Condividi post
Repost0

commenti