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24 agosto 2011 3 24 /08 /agosto /2011 13:41

Un mese fa vi avevamo segnalato le prime prese di posizione di ATA e ASTUTI nella consultazione sul PAL2 (Piano di agglomerazione del Luganese) indetta dalla CRTL (Commissione Regionale dei Trasporti del Luganese). Ora anche le altre associazioni che aderiscono all'Osservatorio della mobilità luganese e che agiscono nel territorio per la tutela e la salvaguardia del bene comune (Cittadini per il Territorio Massagno, VivaGandria, Uniti per Bré, Capriasca Ambiente e Associazione Quartiere Bomborozzo) hanno inoltrato alla CRTL le loro osservazioni.

Si tratta di un problema complesso e il documento non è di facile lettura per i non addetti ai lavori. Ma oltre che complesso il problema è di grande importanza per l'assetto futuro del territorio in cui viviamo; si tratta perciò di fare uno sforzo per capire e affrontare quei temi che rischiano di pregiudicare lo sviluppo territoriale del Luganese nei prossimi decenni.

La nostra posizione sul progetto presentato è sostanzialmente negativa. Ne deploriamo innanzitutto la fumosità dell'esposizione e la scarsa volontà di promuovere il coinvolgimento della popolazione (all'unica serata informativa organizzata a Lugano hanno partecipato meno di 10 persone). Denunciamo inoltre la mancanza di trasparenza, tradottasi in particolare nel rifiuto di metterci a disposizione dati che reputiamo essenziali (modello di traffico cantonale). Contestiamo le categorie delle "zone funzionali" proposte, molto grossolane e imprecise per cui Gandria (con Bré) è definita impropriamente e semplicisticamente "zona suburbana". Sostanzialmente ci opponiamo alla visione di fondo del progetto che - pur dichiarando a parole di voler promuovere lo sviluppo attorno a un nuovo sistema tram-treno del costo di circa 500 milioni di franchi (e ai trasporti pubblici in generale) - privilegia di fatto per il prossimo ventennio il modello di sviluppo attuale, basato sui trasporti individuali automobilistici, prefigurando un peggioramento della critica situazione di traffico che già oggi constatiamo a Lugano.

Ciliegina sulla torta: questo pasticcio dovrebbe costare a tutti i contribuenti dei comuni coinvolti  un aumento dell'1% del moltiplicatore d'imposta, necessario per creare un fondo infrastrutturale che permetterà "di fare quello che si vuole" e che la Confederazione (che la pensa come noi) pur potendolo rifiuterà di finanziare in modo adeguato. 

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