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11 gennaio 2011 2 11 /01 /gennaio /2011 12:03

La discussione sul progetto per la cosiddetta rivitalizzazione della foce del Cassarate e la conseguente riduzione dell'attuale Parco Ciani si è fatta molto accesa; dopo l'accettazione da parte del Consiglio comunale di Lugano, i contrari hanno lanciato un referendum per impedirla. Sul sito dei referendisti si possono trovare molti documenti e una nutrita rassegna stampa degli articoli apparsi sui giornali in queste settimane (vedi qui).

All'interno della nostra associazione le opinioni si dividono tra favorevoli e contrari e non daremo perciò, come si dice, consegne di voto. 

C'è però un argomento che ci interessa illustrare come curiosità storica ed è quello che riguarda il cossiddetto "muro del Ciani", la cui integrità i referendisti intendono mantenere.

1849

La prima precisa planimetria di Villa Ciani ci è offerta dalla mappa censuaria di Lugano, redatta dal geometra Guidi nel 1849. Come si vede il parco arrivava solo fino alla darsena e si prolungava, cinto da un muro, fino all'attuale Viale Cattaneo nei pressi del punto dove oggi sorge la chiesa evangelica. Tra il muro e il Cassarate, non ancora incanalato, c'era il Prato Gianella che non apparteneva al parco Ciani. Si noti come quella zona, oggi densamente urbanizzata, fosse allora adibita solo ad usi agricoli.

1898

Quella situazione fu modificata solo dopo l'incanalamento del Cassarate (1897-98), quando nell'area del Ciani, nel frattempo acquistato dal comune, fu inglobato anche il prato Gianella e l'argine del fiume venne a configurarsi come il muro del Parco, anche se in origine non lo era (da una litografia del 1898 di Gabriele Chiattone). Difficile quindi decidere oggi quale sia il vero "muro del Ciani": quello dell'Ottocento o quello che la nostra visione novecentesca ci suggerisce?

Sulle deturpazioni del Ciani avvenute nel passato ci sarebbe del resto da discutere a lungo; in particolare di quella, vergognosa, decisa per far posto al Palazzo dei congressi che ha sacrificato le belle scuderie. L'altro aspetto che preoccupa è quello del continuo taglio di alberi, l'ultimo, di due annosi platini, fatto alla chetichella pochi giorni orsono (vedi qui).

1920

La fotografia del 1920 permette un confronto con la situazione attuale. In primo piano il Liceo, poco oltre la chiesa Evangelica, dietro la quale la linea bianca rivela il muro originale del parco di Villa Ciani. Spicca però soprattutto un bosco quasi compatto che cela quasi completamente la villa. Oggi il Parco Ciani assomiglia invece sempre di più a un prato.

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commenti

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Nadir Sutter 01/18/2011 20:04


La faccenda non si complica per nulla, seguiamo un filo logico: Osservatela mappa = È evidente che il prato Gianella -non- tocca le sponde del Cassarate. I fratelli Ciani hanno fatto eseguire il
muro secondo la mia indicazione precedente (qui manca lo spazio per riprendere le diatribe seguite a questa realizzazione) e iniziato la correttura del Cassarate proprio per evitare inondazioni su
quello che era il loro parco. Non occorre credere a N. Sutter, parlano i documenti, e una mappa non del tutto aggiornata non cambia nulla della sostanza


prof. Carozzi 01/12/2011 19:14


Molto interessante, grazie.
Sul vergognoso abbattimanto di due maestosi platani del Parco in riva al lago si resta basiti: ma che amministrazione comunale abbiamo a Lugano? chi ha preso questa decisione? C'è da aver paura
!!D'altra parte, considerato che a capo di questa amministrazione c'è il sindaco palazzinaro tutto si spiega.


Giorgio 01/12/2011 13:20


Dunque la questione si complica, ma mi sembra che la conclusione di Nadir sia un po' tirata per i capelli. É noto che in passato, quando fiume e torrenti non erano incanalati, comuni e privati
erano spesso costretti a costruire ripari per proteggere i loro terreni. Forse anche i Ciani hanno dovuto fare qualcosa; strano però che l'avessero fatto per terreni non di loro proprietà. No, i
muri odierni appartengono indubbiamente alla correzione del Cassarate: anche la "Pianta della città di Lugano", redatta da Augusto Moccetti nel 1883 in occasione del Tiro Federale, mostra un
Cassarate ancora libero e senza argini. La questione stimola certo la nostra curiosità, ma non mi sembra essenziale per l'esito del referendum. Dato che avete segnalato il sito dei referendisti, mi
permetto di segnalare anche quello dei contrari: http://it-it.facebook.com/pages/Riprendiamoci-il-Cassarate-SI-alla-rinaturalizzazione-delle-foce/179076105450285