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1 maggio 2011 7 01 /05 /maggio /2011 15:23

Durante la trasmissione Falò del 14 aprile scorso (vedi qui), in merito alla demolizione di Villa Branca a Melide, il sindaco Giorgio Giudici ha detto paro paro:

"Vorrei ricordare che Bernhard Furrer, che è anche un caro amico, quando l'ho accompagnato a Villa Branca, è uscito e mi ha detto: guarda Giorgio questa casa và demolita, testuali parole"

Conosciamo Bernhard Furrer e sappiamo del suo costante impegno - anche come presidente della Commissione federale dei beni culturali - per la conservazione del patrimonio culturale. Perciò, diciamo la verità, siamo rimasti allibiti e sconcertati. Non potevamo certo immaginare che un "eletto del popolo" potesse mentire in modo tanto plateale. 

Alcuni giorni dopo ci ha pensato lo stesso Bernhard Furrer a dire come stanno le cose. Ha inviato al Corriere del Ticino (vedi qui) una dignitosa "Lettera aperta a Giorgio Giudici" nella quale - dopo aver messo in risalto l'importanza della salvaguardia del patrimonio culturale e criticato la scarsa attenzione del comune di Lugano - in merito all'episodio di Villa Branca scrive: "Molto gentilmente ti sei messo a disposizione per accompagnarmi in qualità di cittadino privato, non di soprintendente, per fare delle foto poco prima della distruzione già pianificata di quest'opera singolare e pregevole dell'architettura ticinese. Ma una mia affermazione che <questa villa dovesse essere distrutta> (come espresso da te in emissione) deve essere proiezione di un tuo desiderio e non corrisponde assolutamente nè alla mia opinione, tanto meno a quello che è stato detto. A mio parere, la distruzione di Villa Branca è una perdita incomprensibile e triste".

Insomma, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio; tanto più ora, visto che il nostro sindaco è capace di mentire spudoratamente. Manco a dirlo, il progettista del nuovo complesso che sorgerà al posto di Villa Branca è l'architetto Giorgio Giudici.

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commenti

prof. Carozzi 05/02/2011 17:26


Che vergogna, che scandale, che tristezza!
Si parla di questa brutta faccenda anche nell'editoriale di Ticinosette del 1 maggio. Da leggere.