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18 febbraio 2011 5 18 /02 /febbraio /2011 14:13

Forse i giovani non hanno mai saputo della sua esistenza, ma gli anziani ricordano certamente la funicolare che saliva da Santa Margherita all'Albergo Belvedere (ora Funicolare) che a Lanzo d'Intelvi troneggia in posizione panoramica sulla montagna di fronte a Gandria.
Venne inaugurata nel 1907, ebbe un grande successo ma poi, vittima delle contingenze belliche e con il cambiare di quelle turistiche, cominciò a cumulare deficit e fu dismessa nel 1977. Nel 1992 un gruppo di appassionati ne propose il ripristino, ma nel 2007 la Regione Lombardia decise la messa all'asta di quel che rimaneva degli impianti. L'anno seguente alcuni deputati regionali favorevoli alla salvaguardia e al ripristino riuscirono a bloccare la vendita. In seguito un gruppo svizzero-olandese, interessato a rilevare l'albergo si impegnò a rimettere in funzione la funicolare, qualora gli fosse concesso di sopraelevare l'edificio di due piani: non se ne sa più niente.
Ora La Regione ci ha fatto sapere che i comuni di Valsolda e di Lanzo d'Intelvi hanno chiesto all'Amministrazione regionale di Como di intavolare trattative con la Regione Lombardia allo scopo di rimettere in funzione la funicolare. Lo scopo perseguito è quello di incrementare l'offerta turistica e ciò richiederà di coinvolgere anche il nostro cantone, perché chi dice funicolare dice anche navigazione sul Ceresio.
Sono tempi difficili per cui le possibilità che questa iniziativa possa andare in porto sono scarse. Ma manteniamo la speranza perché, come già faceva Fogazzaro, ci piacerebbe poter traversare il lago in barca e salire a Lanzo per una scampagnata, magari per scattare una bella fotografia di Gandria dall'alto come quella che ci ha inviato Didèl.

GandriadaLanzo

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commenti

melitta 02/18/2011 15:18


Una funicolare tra il Ceresio e Lanzo d'Intelvi potrebbe far parte dei trasporti dell'agglomerato. I frontalieri lascerebbero le auto a Lanzo, e arrivati al lago salirebbero sulla "Freccia azzurra"
sulla quale sarebbero già quelli che hanno lasciato le auto a Porlezza. Frane sulla strada? Code? Nessun problema. Il lago è largo. L'unico inconveniente: le ditte asfaltatrici non riescono a
convincerci che c'è bisogno dei loro servizi per costruire la via di collegamento, e diranno - logicamente -che non è un buon affare. Per loro.


Damiano 02/18/2011 15:12


Sarebbe una lodevole iniziativa. Bella anche la foto.