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18 giugno 2009 4 18 /06 /giugno /2009 06:42

Luca Pacchin ha deciso d’interporre ricorso al Consiglio di Stato in merito alla decisione del municipio di Lugano contraria alla costruzione delle discusse palazzine di Gandria.

Conosciamo l’irruenza del nostro caro Luca ma il modo in cui lo fa, la scelta del “muro contro muro”, rivela che in realtà ha già rinunciato a costruire e cerca solo di ottenere il massimo possibile per un esproprio che appare sempre più probabile. Si tratta di una scelta legittima che forse gli consentirà di mantenere la promessa fatta alcuni anni fa: “nessuno costruirà qui finchè sarò vivo io”.

Secondo l'articolo del Corriere del Ticino Luca Pacchin ritiene che Gandria è già sufficientemente protetta dall’ISOS e dal CPN. Ma si lamenta anche che “in passato sono state costruite nuove abitazioni nel nucleo [senza chiedere] il parere della commissione natura e paesaggio”.

A Gandria tutti sappiamo che anche di recente alcuni edifici sono stati impunemente trasformati senza nemmeno chiedere un permesso di costruzione.

In realtà, come abbiamo più volte ripetuto, l’ISOS non protegge Gandria, perché è un inventario federale che per essere efficace richiede ulteriori misure d’applicazione da parte del cantone e del comune, che non sono automatiche in Ticino a differenza di altri cantoni.

Perciò la migliore e forse unica possibilità di salvaguardare Gandria consiste nell’applicazione ragionata della Legge sulla protezione dei beni culturali (LPN 1997), come è già successo per Fusio e come richiesto al Consiglio di Stato nell’ottobre scorso da 110 residenti, i 2/3 delle cittadine e dei cittadini attivi di Gandria.

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