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29 agosto 2020 6 29 /08 /agosto /2020 15:53

Il tandem Zali-Bruschetti si è prodotto al Quotidiano in un'operazione di marketing: le opposizioni ormai sono "solo" trenta, ce la faremo. Secondo suo solito Bruschetti si è lasciato andare a dichiarazioni un po' azzardate, secondo cui i sindaci dei tre Comuni di Collina avrebbero rinunciato alle loro opposizioni. In realtà solo Sabrina Romelli, di Collina d'Oro, ha dichiarato pubblicamente che "resto dell'avviso che dismettere una ferrovia che non inquina e non resta incolonnata, sia un peccato. Speriamo che Berna lo capisca. Ma non per questo vorremmo veder naufragare l'intero progetto tram-treno". Zali per contro si è limitato a dire di essere ancora debitore di un messaggio al GC: in realtà è debitore perlomeno di 30 consultazioni con gli oppositori, tra cui quella di peso formulate dalle associazioni ambientaliste.
Finalmente sappiamo quale sono le riserve della Confederazione su un'eventuale modifica del progetto. L'informazione non è venuta dal Dipartimento del territorio o dal suo direttore, ma dal Presidente dell'UDC cantonale, Piero Marchesi, il quale sul CdT del 6.8.2020 la interpreta a suo modo. L'UFT (Ufficio federale dei trasporti) ha affermato «Se il Parlamento cantonale ticinese decidesse di mantenere la tratta esistente, I'UFT dovrebbe attualizzare l'analisi macroeconomica considerando i costi di mantenimento, manutenzione e rinnovo della tratta originaria e rendere conto della nuova valutazione al Parlamento federale nell'ambito del rapporto sullo stato della rete ferroviaria nel 2022. Alla luce di questa nuova situazione, il Parlamento federale potrebbe modificare la sua decisione di realizzare la nuova tratta Bioggio - Lugano centro» (dichiarazione del 2.10.2019).
Le cose stanno dunque così:

1. L’UFT non esprime un giudizio di merito ma un metodo di valutazione;
2. Il metodo indicato dall’UFT è corretto, addirittura ovvio, e deve essere seguito sia per i progetti nuovi che per le sue modificazioni;
3. Il progetto non è ancora stato approvato dalla Confederazione, siamo nella fase di approvazione; a seguito della procedura o dei ricorsi il progetto potrebbe venir modificato. Solo a bocce ferme si potrà parlare di progetto e di analisi macroeconomica definitiva;
4. Non c’è dunque nessuna garanzia di approvazione di questo progetto (c’è solo un atteggiamento condiscendente dell’UFT) ma non c’è nemmeno un rifiuto dell’UFT a riesaminarlo. Tutto si giocherà in questa fase: o con un dialogo tra oppositori e Dipartimento del Territorio, oppure (nel caso di rifiuto) davanti ai tribunali e alle camere federali. 
Gli aspetti fragili e insoddisfacenti del progetto Zali non sono solo funzionali o macroeconomici, ma riguardano anche importanti violazioni delle prescrizioni legali vigenti (Legge federale sulla pianificazione del territorio LPT; Piano Direttore cantonale PD; Legge federale sulle ferrovie LFerr).
In conclusione: l’UFT non si oppone al riesame del progetto e non c’è nessun timore che il progetto venga affossato. A questo punto appare chiaro che se la linea di collina verrà smantellata non sarà per volontà della Confederazione, ma del Cantone, del Dipartimento del Territorio in primis.

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27 agosto 2020 4 27 /08 /agosto /2020 17:21

Per gli intenditori quello del tram-treno è un tema che ha infuocato l’estate e promette di surriscaldare l’autunno. E’ questione complessa, quindi vediamola con calma.

A dare fuoco alle polveri è stato il Direttore del Dipartimento del Territorio, Claudio Zali, con un’intervista decisamente sopra le righe a La Regione, in cui spara a zero sulle organizzazioni ambientaliste (ATA, Stan e Cittadini per il territorio del Luganese) che hanno annunciato la loro opposizione all’attuale progetto per il tram-treno, corredata da una petizione con 2000 firme. Ci definisce “bastian contrari e sapientoni”, che bloccano il progresso. Di fatto le nostre posizioni erano note e chiare fin dal novembre 2019, espresse in uno studio esaustivo (sostenuto anche dai tre Comuni di Collina e dall’OTAF di Sorengo) per perorare (nell’ambito della procedura di consultazione) in particolare il mantenimento della linea di Collina della FLP; abbiamo dimostrato che quella linea non solo non costituisce un doppione ma potenzia l’intero sistema. Del resto la richiesta di uno studio in tal senso era già stata prescritta dal Gran Consiglio il 25 giugno precedente. Zali, cocciuto come al solito, ha fatto di testa sua: nella consultazione non ha preso in esame le nostre proposte (un esame dovuto per legge) e ha presentato un progetto di tram-treno che rende impossibile il mantenimento della linea di Collina prima ancora di avere in mano il rapporto chiesto dal GC.

A dargli man forte è venuto subito il direttore del CdT Fabio Pontiggia, con un editoriale scomposto di rara ignoranza che non fa certo onore al “primo quotidiano del Cantone”. Dal canto suo Giovanni Bruschetti, sindaco di Massagno e Presidente della Commissione regionale dei trasporti del Luganese - noto per aver presentato a Berna 3 piani di agglomerato sostanzialmente fallimentari che hanno fatto perdere al Cantone decine di milioni (in parte caricati sui Comuni) - si limita a “scuotere la testa” di fronte alle opposizioni. A Pontiggia hanno subito risposto Bruno Storni, Consigliere nazionale e presidente dell’ATA Ticino, e Lorenzo Custer per illustrare alcuni fatti dimenticati sia da lui che dai più (in seguito anche un paio di cittadini preoccupati della cosa pubblica e del bene comune). A Zali, che accusa gli oppositori di far perdere tempo e forse anche i milioni promessi dalla Confederazione (da quelli che ogni domenica vengono sbeffeggiati come “i balivi di Berna”) ha risposto Pierino Borella, che in una lunga carriera ha pianificato ampi territori ticinesi, ricordandogli le responsabilità del suo partito.

Ai Comuni di Collina che ribadiscono la loro opposizione al progetto Zali, hanno reagito i Sindaci dei Comuni lungo la linea con un appello a cui hanno adeguatamente reagito gli oppositori ambientalisti.

Arrivederci all’autunno: tanto più che sul Piano del Vedeggio Claudio Zali come suo solito non ha mancato di improvvisare di testa sua anche per la circonvallazione, il che offre ampia materia di discussione.
 

 

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21 agosto 2020 5 21 /08 /agosto /2020 19:37

A Tremona vi sono problemi di parcheggio. Cosa fa il Municipio di Mendrisio? Costruisce un parcheggio sotterraneo. Guarda un pò.

A Gandria c'è un problema di parcheggio. Cosa fa il Municipio di Lugano? Piazza una barriera e un semaforo. Guarda un pò.
Il nostro commento? No comment!

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13 agosto 2020 4 13 /08 /agosto /2020 20:57

Ricorderete il caso, rivelato da Falò il 12 settembre scorso, della spiaggetta con villa creata ex-novo dal noto immobiliarista luganese Stefano Artioli a Caprino. Ora il Municipio di Lugano ha preso posizione sulla vicenda, rispondendo a un'interrogazione di Tiziano Galeazzi. Tutto a posto, ci dicono, l'amministrazione comunale non ha fatto alcun errore. Non c'è stato favoritismo e il Municipio introduce anche un'ode al "sano pragmatismo": dal 2015 su 1400 richieste per licenza di costruzione, 1100 erano semplici notifiche, di cui 700 liquidate senza pubblicazione. Sulla carta dal punto di vista del buon senso la logica non fa una grinza: non è certo necessario pubblicare ogni bagatella. Nella pratica però qualche dubbio sorge. Le trasformazioni fatte da Artioli a Caprino sono state liquidate come notifica senza pubblicazione, mentre conosciamo almeno un caso recente a Gandria (potremmo citarne altri) in cui a un proprietario che deve rifare 4 metri di muro a lago per sostenere una terrazza pericolante è stata imposta la licenza di costruzione con pubblicazione. Perciò sulle cifre per bagatelle o altro presentate dal Municipio si potrebbe discutere a lungo, ci sembrano specchietti per le allodole. Forse tra qualche mese ne sapremo di più, dato che la Procura sta indagando sul caso di Caprino e forse le autorità comunali potrebbero trovarsi in tribunale sul banco degli imputati.

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5 agosto 2020 3 05 /08 /agosto /2020 12:37

Auguriamoci che non arrivi la seconda ondata, intanto il momento duro del confinamento è passato. Eppure quei due mesi non solo stati solo negativi. Ci hanno dato tempo per riflettere e mettere ordine in casa, in cantina o in solaio. Ci hanno dato cieli tersi, diminuzioni di emissioni nocive per l'ambiente e tranquillità per la diminuzione dei rumori molesti dovuti al traffico.
Ma è importante non abbassare la guardia nei nostri comportamenti, che non riguardano solo mascherine e igiene ma soprattutto il nostro stile di vita decisamente sopra le righe. Vi proponiamo perciò un articolo apparso sulla WochenZeitung del 25 giugno scorso (con una sommaria traduzione italiana per chi non masticasse il tedesco) sulla nostra visione dell'automobile negli ultimi 100 anni. Una visione decisamente distorta, che pare si stia raddrizzando. 
A questo proposito vi ricordiamo che il 1° marzo scorso il Lussemburgo (primo al mondo) ha introdotto i trasporti pubblici gratuiti. Li vedremo anche qui? Sembra improbabile nell'immediatp ma sembra certo che ne riparleremo presto. Comunque già oggi sono più economicamente vantaggiosi del trasporto privato.
Un'altra questione non anodina che ci ha sollecitato negli scorsi anni è quella del reddito garantito per tutti, una questione che non tutti hanno ben capito. Un bravo economista (Martino Rossi, che la ritiene, a buona ragione, la riforma del 21° secolo) ce ne spiega le basi. Nel Cinquecento la peste ha portato all'abolizione della schiavitù gleba. Forse l'attuale pandemia potrà regalarci la liberazione dalla schiavitù del lavoro salariato.

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25 luglio 2020 6 25 /07 /luglio /2020 13:43

Zsuzsanna Varkonyi, voce lieve accompagnata dalla sua fisarmonica, in lingue moderne e antichissime, correnti e misteriose, ispirata dalle sue origini ungheresi, ci regalerà un’oretta di sublimi creazioni e canti zigani rivisitati.

sabato 25 luglio, 
ore 19.30, 
La Bottega di Gandria, 
accanto al debarcadero
https://www.facebook.com/events/765949074144909/

 

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17 luglio 2020 5 17 /07 /luglio /2020 16:51

Avevamo detto che la famosa barriera di Gandria era ormai solo un cattivo ricordo. Ci siamo sbagliati: sta tornando in versione mobile, come un incubo che un po' farebbe ridere se non fosse foriero di nuovi prevedibili problemi e inconvenienti. Per coprire il madornale errore commesso un paio di anni fa - quando una xenofoba maggioranza della commissione di quartiere propose una nuova barriera per tagliar fuori gli "esteri" dal paese - e salvare poche facce, il Municipio ha partorito una soluzione "taia e medega" comunicata tramite l'Ufficio Quartieri, che ricadrà sulle spalle dei Gandriesi. Eppure da un mese e mezzo, a barriera aperta, tutto andava bene (a parte alcuni problemi per il bus - che già si riscontravano prima - che, da anni, chiede invano una sistemazione più decorosa) e nessuno ha avuto di che lamentarsi. Vedremo quel che succederà, sapendo purtroppo di essere facili profeti. Intanto il "gruppo moratoria" ha già diffuso un adeguato comunicato ai media. 

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23 giugno 2020 2 23 /06 /giugno /2020 11:30

La FICEDULA cerca volontari per recensire la presenza di rondini in zone urbane. A Gandria ce ne sono parecchie e stanno già apparendo i primi rondinini. Pare che quest'anno le rondini siano molte. Chi vuol partecipare alla conta si annunci qui.
 

 

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18 giugno 2020 4 18 /06 /giugno /2020 10:59

Il 4 giugno scorso è andata in onda una puntata di Falò piuttosto infuocata con in studio il Sindaco Marco Borradori e l'avvocato Fulvio Pelli (che dopo essere stato un quasi Consigliere federale torna in politica come candidato per il Consiglio comunale). In coda è stato dato ampio spazio all'immobiliarista rampante Stefano Artioli. Uno spazio troppo ampio e inopportuno, ritengono i Verdi di Lugano.

 

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11 giugno 2020 4 11 /06 /giugno /2020 10:05

Ieri nella sala del Consiglio comunale si sono incontrati il Sindaco e i municipali Bertini e Zanini Barzaghi con i rappresentanti del "gruppo moratoria" e la Commissione di quartiere (presentatasi in ordine sparso, con tre soli commissari intervenuti a titolo personale). Il problema della barriera è stato discusso in modo approfondito, grazie soprattutto alla documentazione presentata dal "gruppo moratoria", i cui dati collimano sostanzialmente (parola del comandante Torrente) con le osservazioni fatte dalla polizia grazie alla videosorveglianza. La sua dannosa inutilità è apparsa subito evidente e si è quindi deciso di toglierla. Più precisamente, in attesa di una soluzione definitiva più consona, da ieri è stata aperta e la polizia ha posto dei cartelli di divieto di circolazione (provvisori, all'altezza della vecchia barriera) per proteggere la zona di parcheggio riservata ai residenti; la "zona tampone", tanto necessaria viene così ristabilita.
Restano gli strascichi delle tensioni suscitate in paese e restano soprattutto tanti problemi irrisolti. Chi si opposto alla nuova barriera non vuole, come da alcuni erroneamente inteso, più parcheggi, ma solo una più equa distribuzione tra le diverse tipologie di fruitori. Nella particolare situazione di Gandria è evidente che tra un paio d'anni gli attuali stalli non saranno più sufficienti se nel frattempo non si creassero possibilità per le famiglie (che generalmente ne hanno due) di ridurre il loro parco macchine: potenziamento dei trasporti pubblici, regolari navette via lago, car pooling, pista ciclabile, ecc, tutte questioni da mettere subito all'ordine del giorno per uno studio sistemico per cui sollecitiamo il Comune, pronti a fornire il nostro contributo.

 

 

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